Venezia, “via mamma e papà dai moduli comunali”

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Il Comune di Venezia istituisce la delega alle politiche contro le discriminazioni lgbtq e la affida a una consigliera lesbica. Fra le prime proposte: via papà e mamma...

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Camilla Seibezzi con la compagna Stefania e la figlia Francesca

Camilla Seibezzi con la compagna Stefania e la figlia Francesca

Venezia come la Francia? La consigliera comunale con delega ai diritti civili della città lagunare, Camilla Seibezzi, ci spera. Tra i primi provvedimenti, infatti, Seibezzi, che vive in una famiglia omogenitoriale con la compagna e una figlia, ha espresso l’idea di sostituire dai moduli le parole “mamma” e “papà” con “primo” e “secondo genitore”, proprio come prevede la legge Hollande sui matrimoni gay. La Seibezzi ha ricevuto proprio stamani dal sindaco Giorgio Orsoni la nuova delega ai Diritti civili, Politiche contro le discriminazioni e Cultura Lgbtq, una carica che prima non esisteva e che si prevede diventerà il nuovo campo di battaglia fra destra, centro e sinistra.

«Non è così che si tutelano i diritti delle minoranze – attacca De Poli – Per noi dell’Udc la famiglia è fondata solo sul matrimonio tra uomo e donna. Chi ha una posizione diversa dalla nostra non può permettersi di estirpare la cultura e l’identità della nostra società con la scusa del rispetto nei confronti delle diversità. Così non si tutelano i diritti civili – taglia corto -, si fa solo un regalo a chi vuole allontanare il dialogo e il confronto civile tra chi ha posizioni politiche diverse sulla questione». «Auspico – conclude l’esponente Udc – che presto verrà un chiarimento puntuale da parte del sindaco Orsoni che è rimasto non a caso sorpreso da questa iniziativa singolare».

La proposta dei moduli non è però l’unica nel programma di Seibezzi: «Una delle prime azioni – ha detto nella conferenza stampa di presentazione della nuova delega – sarà includere, nei bandi per l’assegnazione della casa, nella categoria “coppie di fatto”, tutte le tipologie di famiglia, non solo quelle composte da un uomo e una donna. Questo sarà possibile grazie alla collaborazione da parte di tutti gli assessorati, facendo in modo che, alla base dell’orientamento politico, ci siano la laicità e la ricerca scientifica e che le azioni politiche abbiano un carattere estensivo ed inclusivo». «Infine – ha concluso Seibezzi – vorrei creare un luogo che diventi punto di aggregazione e condivisione di eventi ed iniziative di vario tipo sui diritti umani, uno spazio che rimanga anche con le Amministrazioni future e che divenga il simbolo riconosciuto in Italia della specificità del Comune di Venezia, quale ente che adotta politiche di rispetto e promozione dei diritti civili».

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