Ventenne preferisce tornare in galera che concedersi al capo

Arrestato per furto d’auto, uno studente di origine marocchina, ottiene i domiciliari e il permesso per lavorare, ma sfinito dalle avances del suo capo, scappa per tornare in carcere. Succede a Rimini

Colto in flagranza per furto d’auto, uno studente ventenne di origini marocchine, ma nato e cresciuto in Italia, era finito in carcere a Rimini lo scorso maggio per la prima volta. Adesso, dopo avere ottenuto i domiciliari e il permesso di lavorare, il ragazzo è fuggito con l’esplicito scopo di farsi riportare in carcere. Perché? Perché non sopportava più le avances e le attenzioni esagerate da parte del suo datore di lavoro.La sera dell’arresto, il giovane incensurato, era in giro con un amico ed avevano un po’ esagerato con l’alcol. Nell’ebrezza della serata, i due avevano deciso di rubare un’auto, ma all’arrivo della polizia l’amico è riuscito a scappare lasciando il ventenne nelle mani degli agenti. Considerato il fatto che non aveva precedenti, il suo avvocato Tiziana Casali era riuscita facilmente ad ottenere sia i domiciliari che il permesso di uscire per andare a lavorare.

Le cose sembravano essersi messe bene quando un parrucchiere cinquantenne del riminese si era offerto di dargli un lavoro. Se non fosse che quell’uomo era lo stesso che lo aveva tempestato di lettere, dal contenuto più che inequivocabile, mentre il ragazzo era in carcere e che ora pensava di poter passare ai fatti. Quando l’uomo ha visto che il ragazzo non si presentva più a lavoro, ha chiamato i carabinieri che costata l’assenza del giovane lavoratore non hanno potuto fare altro che arrestarlo di nuovo.

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Una volta tornato in carcere, il ragazzo, assistito dal suo avvocato, ha raccontato l’accaduto ed ha presentato le lettere come prova della sua versione dei fatti.