VENTO NUOVO SUL GAY PRIDE

Al via eventi, convegni e seminari. Poi il gran finale a giugno. Il movimento gay cresce, lotta a fianco della società civile, contro ogni discriminazione. Specie sul lavoro. Tutto sul Pride di Bari

BARI – Il Bari Gay Pride parte da adesso: sei mesi di preparazione alla sfilata di giugno, conditi da eventi, mostre, convegni e spettacoli. E un impegno tutto nuovo che soffia più forte col vento del Sud: contro le discriminazioni per orientamento sessuale soprattutto nel campo del lavoro. Ma anche a fianco di tutti i discriminati, e in lotta contro ogni disuguaglianza.

“Il 2003 sarà per Bari un anno storico – spiega Michele Bellomo, presidente Arcigay Bari e alla testa del comitato organizzatore del Pride – Per la prima volta il movimento omosessuale italiano è stato compatto nell’indicare il capoluogo regionale pugliese come sede del Gay Pride Nazionale, una scelta politica in favore dell’altro Sud”. Ovvero del Sud gay: la struttura del Gay Pride 2003, organizzato dall’Arcigay “G. Forti”di Bari, si articolerà su diversi temi che troveranno spazio mese per mese già a partire dal prossimo 16 Novembre, giornata di presentazione ufficiale della manifestazione, fino alla data conclusiva programmata per il 7 Giugno 2003. Il ventaglio di eventi è ampio e ‘in progress’. Comprende da subito corsi di formazione con le istituzioni pubbliche e sindacali, poi il 6 dicembre un seminario su ‘Anziani e omosessualità’ , con l’inedito e importantissimo patrocinio del Sindacato Pensionati Italiani della Cgil, che tenterà di fare il punto su un aspetto dell’identità gay di cui si è parlato sempre troppo poco. Dopo il seminario, una serata di gala per raccogliere fondi in favore dei bambini italiani malati di Aids, che con i soldi raccolti potranno andare in vacanza. Tra cinema, teatro, arte ed eventi letterari si snoderà il mese di gennaio, mentre in febbraio è previsto un convegno sulle religioni e a marzo uno su ‘teatro e omosessualità’. Aprile sarà dedicato ai diritti civili nella legislazione italiana ed europea, ma vedrà anche un evento importante: un seminario suilla tratta dei monori che ha in Puglia uno snodo cruciale. A maggio si parlerà del rapporto fra la comunità e l’identità gay con i mass media. Poi, in giugno, la settimana del Gay Pride con la grande parata nella bella Bari. Garantiti, quindi, prima dell’evento clou, momenti di riflessione e di confronto con l’opinione pubblica. Che dopo le polemiche sono più che mai necessari. Polemiche che sono state anche feroci, con spaccature all’interno del centrodestra dopo che il governatore della Puglia Raffaele Fitto aveva concesso il patrocinio. C’è stato anche chi ha chiesto un intervento "morale" da parte di Regione Puglia e Comune di Bari. Ma la macchina organizzativa del Bari Pride 2003 è andata avanti senza ‘richiami’ inutili, e parte ora ufficialmente, con al conferenza stampa di lunedì prossimo nei locali messi a disposizione dalla Regione. Alla presentazione ufficiale del gay Pride 2003 parteciperanno, tra gli altri, i parlamentari Titti De Simone, Franco Grillino, Alba Sasso e Nichi Vendola, il professor Mario Giovanni Garofano docente di diritto del lavoro all’Università di Bari, il presidente della provincia di Bari Marcello Vernola, e poi Imma Battaglia, Massimo Mazzotta, Marcella di Folco e Vladimir Luxuria.

L’appuntamento di giugno, che vedrà la partecipazione di decine di migliaia di persone, rappresenta il momento clou in cui la comunità GLBTT (Gay, Lesbica, Bisessuale, Transessuale, Transgender) manifesterà il proprio orgoglio e reclama i diritti civili negati, preceduto, ed è la vera novità di quest’anno, da un impegno quotidiano visibile in favore della propria identità per tutto il periodo indicato. Ma il circolo Arcigay “G. Forti” di Bari, in linea di continuità con l’impegno assunto nell’ultimo anno, ha voluto estendere il concetto di diritti e dignità a tutte le persone discriminate, qualunque sia il motivo. Il Pride di Bari, spiega Bellomo, si lega quindi ad una lotta contro qualsiasi forma di discriminazione, per razza, fede, handicap, immigrazione, AIDS, carcere. In particolare, in stretta comunione con la Direttiva Europea 78/2000 che rappresenta la più aggiornata legge in favore d’individui discriminati per l’orientamento sessuale, il tema del Gay Pride 2003 verterà sulla discriminazione nei luoghi di lavoro.

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“L’Organizzazione Mondiale delle Sanità – ricorda Bellomo – basandosi su un censimento datato 1948, ritiene attendibile identificare la percentuale di persone omosessuali nel mondo pari al 10%. Attenendoci a questi dati, ovviamente superati, potremmo teorizzare l’esistenza di almeno 5 milioni di gay e lesbiche in Italia. Il progressivo avanzare del processo di matura emancipazione della specie e il conseguente tramonto dei vecchi tabù razzisti dovuti a stratificate credenze popolari e convinzioni religiose, ha portato l’emancipazione della condizione omosessuale a un punto di svolta determinante e senza precedenti storici, testimoniato dall’enorme afflusso e interesse di persone eterosessuali e non, nei confronti della nostra realtà e del nostro ruolo nella storia. Una persona omosessuale o transessuale, soprattutto se residente in un grande centro, oggi non è più costretta all’anonimato, all’emarginazione sociale, alla mancata auto accettazione o alla convinzione di non poter vivere una vita lavorativa o affettiva appagante, e quindi si relaziona, legge, ama, vota e manifesta secondo una finalmente ritrovata identità ben definita dalla sua natura”.

“L’attenzione che i media ci stanno dimostrando – continua Bellomo – offre a tutte le parti coinvolte grande visibilità e un comprensibile rientro economico. Abbiamo posto l’accento, più volte, sull’importanza crescente che il mondo omosex riveste in ambito economico/finanziario. Secondo ricerche della PlanetOut Partners, la comunità omosessuale è proporzionalmente più agiata di altri gruppi, fedele come pochi ai marchi di cui è cliente ed è velocissima nell’apprendere nuove tecnologie.

Tanto che molte aziende la corteggiano. Ad esempio la Motorola, dove si riflette come

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con il tasso di natalità in calo, le minoranze diventino maggioranze. Ma attenzione – avverte Bellomo – a non ridurre il tutto solo ed esclusivamente in un’ottica di business e utile aziendale. I diritti e le libertà dei gay vanno riconosciuti non perché appartengono ad ‘opulente mammelle finanziaie’ da mungere, ma in quanto ad esseri umani uguali agli altri e come gli altri meritevoli di rispetto, dignità e pari opportunità”.

Una curiosità: il logo del Pride 2003, una mano nera che afferra con due dita un palloncino rosso a forma di cuore, è opera di Francesco Lamanna, giovane 30enne barese esperto di grafica. Ed è la mano di chiunque abbia come segreto nel proprio cassetto quello di un incontro ravvicinato con l’amore. Una passione libera, senza pregiudizi per la direzione scelta.

Comitato organizzatore del Pride: clicca qui per indirizzi e-mail e telefoni utili per informazioni dettagliate.

di Demetrio Fury