Verona, ancora attacchi omofobi contro la sede del circolo Pink

Ennesima incursione omofoba a Verona, da parte di Forza Nuova e Casapound.

Verona torna a far parlare di sé per delle nuove aggressioni omofobe, xenofobe e razziste che si sono verificate nell’ultima settimana. A scatenare la ripresa di questi episodi, l’anniversario dell’apertura delle sedi di Casapound e Forza Nuova, nel celebre quartiere Veronetta della città veneta. Ma le manifestazioni e i concerti organizzati per celebrare l’anniversario non sono bastati, e i membri delle due fazioni di estrema destra hanno deciso di festeggiare a modo loro.

L’evento si è tenuto il 22 dicembre. A contrastare l’anniversario, tutte le associazioni anti sessiste, anti razziste e anti fasciste di Verona, che hanno organizzato a loro volta una tranquilla manifestazione, in netto contrasto con la linea di Casapound e Forza Nuova.

L’episodio omofobo a Verona

Sembra che nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, alcuni membri delle due fazioni abbiano deciso di fare un saluto ad alcune associazioni, naturalmente quando in giro nn c’era nessuno. Accompagnata da una croce celtica, la frase “Pink M*rda” è apparsa sul muro dell’Università, aggiungendo l’ennesima aggressione al circolo LGBT Pink di Verona.

Non sarà certo una miserabile scritta a spaventarci. Siamo a Veronetta da più di 20 anni e abbiamo intenzione di restarci ancora per molto“. Questa la risposta dei vertici del circolo, che non si faranno intimidire da una scritta da aggiungere a una lunga collezione. In passato l’associazione Blocco Studentesco (anch’esso di estrema destra) aveva incollato dei loro adesivi alla porta del circolo, e il legale di Casapound aveva più volte fatto notare la vicinanza tra le due sedi.

Episodi razzisti durante la manifestazione

Prima dell’incursione omofoba, i festeggiamenti avevano portato all’aggressione di una donna rumena, mentre stava semplicemente camminando per strada. Dopo gli insulti come “straniera di m*rda“, è stata presa a calci.

Poco dopo, una ragazza ha ricevuta una spallata da un membro di Casapound, per aver indossato degli abiti succinti e non accettati dalla linea del partito.