Verona, primo riconoscimento per il bambino di una coppia lesbica

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E' stata riconosciuta la stabilità della coppia e il riconoscimento delle figure genitoriali da parte del bambino.

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Anche Verona avrà la sua prima famiglia arcobaleno. Il Tribunale ha riconosciuto le due mamme, unite civilmente.

Lo ha deciso il tribunale dei minori di Venezia, accettando il riconoscimento richiesto dalla compagna della madre biologica del bambino. Le due donne lesbiche vivono assieme da anni e entrambe hanno cresciuto il bambino, che oggi ha 8 anni ed è concepito da una delle due con il seme di un donatore anonimo. La coppia è stata assistita da Umberto Sacco e Valentina Pizzol, della Rete Lenford.

I giudici della tribunale di Venezia, nell’accettare il riconoscimento, hanno considerato la stabilità della coppia e il fatto che il bambino riconosca come figure genitoriali entrambe le donne. Quindi, non hanno dovuto molto da pensare: è stata la decisione giuste per garantire la continuità affettiva del bambino e tutelare la sua stabilità.  Anche in questo caso, i giudici hanno preso in considerazione quanto deciso nel 2016 dalla Corte di Cassazione. Si tratta della prima sentenza che ha riconosciuto un minore come figlio di una coppia omogenitoriale e di come il fatto si sia ripetuto in questi due anni.  Sempre più spesso, dall’approvazione delle unioni civili, le coppie rainbow rivendicano il proprio diritto di poter crescere un figlio grazie all’intervento di un giudice, nonostante il vuoto normativo esistente.

Passi in avanti per Verona

La città di Verona e la sua provincia è stata teatro di una grande esplosione di unioni civili. Dal 2016, sono 67 le coppie che si sono unite civilmente, nonostante un clima di tensione che ha portato a diverse aggressioni di stampo omofobo nella città di Romeo e Giulietta. Nonostante questo, le coppie non demordono, e alla benzina e alle botte rispondono con manifestazioni, unioni civili e passeggiando serenamente per il centro città, mano nella mano. E con il loro bambino. 

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