Veronesi: le coppie gay hanno diritto ad avere figli

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L’ex ministro della salute Umberto Veronesi affronta un argomento ancora tabù in Italia, ovvero il fatto che anche persone omosessuali possono essere perfettamente idonei ad allevare figli.

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MILANO – Il noto medico e scienziato Umberto Veronesi si è schierato a favore del diritto di gay e lesbiche di poter avere figli. L’ex ministro della salute cura una rubrica sul settimanale Grazia nella quale, nel numero in edicola questa settimana, spiega perché ritenga che sia giusto consentire alle donne (a prescindere dal loro orientamento sessuale) la possibilità di poter ricorrere all’inseminazione artificiale e riconoscere anche alle coppie composte da persone dello stesso la possibilità di potere adottare bambini. L’approccio di Veronesi al tema è semplice e pragmatico, ricordando che «I danesi sono stati i primi al mondo a legalizzare il matrimonio delle coppie omosessuali, nel 1989. Dieci anni dopo hanno autorizzato le adozioni per omosessuali. Un mese fa hanno varato una legge sull’inseminazione artificiale anche per donne single o lesbiche. E la procreazione assistita per le donne sole è consentita anche in Belgio, Gran Bretagna, Olanda, Slovenia e Spagna». Rimarcando la spaventosa arretratezza culturale su certi temi che ancora imperversa nella nostra penisola l’ex ministro riconosce che parlare di queste cose da noi «è ancora un tabù. Ma io sono convinto che tutte le donne abbiano diritto alla maternità, qualsiasi sia il loro orientamento sessuale». Sulle capacità parentali delle coppie “same-sex” Veronesi scrive che «il problema dell’educazione dei figli è un argomento che divide, ma è troppo semplicistico ritenere che un bambino, per crescere in modo equilibrato, abbia bisogno della presenza di un padre e di una madre di sesso diverso».
A supporto di queste affermazioni lo scienziato ricorda le prese di posizioni favorevoli prese dall’American Psychiatric Association nel 2002 e dall’American Psychological Association nel 2004, spiegando che entrambe le organizzazioni avevano riscontrato che i bambini allevati da una coppia omosessuale dimostrano di possedere caratteristiche nelle aree emozionale, cognitive e sociali del tutto simili a quelle dei loro coetanei cresciuti con genitori eterosessuali. Veronesi ricorda che «Nessuna ricerca scientifica dimostra che essere figli di omosessuali è pericoloso per l’acquisizione della propria identità di genere. L’educazione migliore per un bambino, dicono gli studi più recenti, non dipende quindi dall’orientamento sessuale dei genitori, ma dal loro affetto e dalla loro attenzione. La verità è che la società ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti». Per Veronesi è necessario «che consideriamo con lucidità la presenza dei bambini delle coppie omosessuali, che anche in Italia ci sono. Fare finta che non esistano, questo sì va contro il senso della ragione. Basti pensare a quello che è successo 30 anni fa ai figli dei separati, che si sentivano a disagio e cercavano di nascondere la loro realtà. Adesso, invece, essere figli di separati è quasi normale».
La presa di posizione di una personalità del mondo scientifico illustre come il professor Veronesi è stata naturalmente accolta con soddisfazione dal presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, che ha accolto molto positivamente «le belle parole di Umberto Veronesi sulla genitorialità gay. L’illustre medico e ex ministro della Salute ha ribadito, con la grande autorevolezza che tutto il mondo gli riconosce, due semplici verità: che ogni donna, comprese quelle lesbiche, ha diritto alla maternità e che nessuna ricerca scientifica indica che, per crescere in modo equilibrato, un bambino abbia bisogno di crescere con due genitori di sesso diverso. Grazie professor Veronesi, per riaffermare la voce della scienza in un paese così afflitto dalle ideologie.» (RT)

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