Verso le elezioni: ma ‘loro’ cosa votano?/4

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Prima del silenzio che precede il voto, abbiamo sentito come voteranno alcuni scrittori e intellettuali. Chi si tura il naso, chi a votare non va affatto e chi...

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Ultima serie di dichiarazioni di voto prima del silenzio che la legge prevede nelle ventiquattro ore che precedono il voto. Dopo artisti, personaggi televisivi, imprenditori, esponenti di associazioni, l’ultima parola spetta a intellettuali, scrittori e giornalisti. Le posizioni, come sempre, non sono affatto omogenee. E c’è anche chi ha deciso che non voterà.

Vanni Piccolo (dirigente scolastico, figura di riferimento del movimento LGBT): "Voto Partito Democratico, perché ho supportato questo progetto fin dall’inizio con convinzione. Lo faccio non solo come omosessuale, ma come cittadino, perché bisogna fare un discorso più ampio. Quello del Pd è un progetto forte, capace di trasformare il sistema politico italiano. Ed è sicuramente un luogo dove si incrociano storie e culture diverse. Ho sempre pensato che essere gay non sia un valore assoluto, come non lo sono essere donna o giovane e la politica si fa lì dove ci sono le difficoltà. Ho cominciato la mia militanza politica, da gay nel Pci, quando quello era un partito chiuso e omofobo, cercando di portare nel partito e tematiche del movimento. I primi passi, sulle questioni LGBT, si sono fatte 40 anni fa. E anche i secondi e i terzi passi. Ma i risultati di oggi sono più poveri di quelli di qualche decennio fa. Rispetto la sensibilità cattolica, ma i diritti non vanno confusi con i temi sensibili. La presenza della Chiesa in temi come le unioni civili, la legge 40 (la norma sulla fecondazione assistita, n.d.r), il testamento biologico etc è davvero forte e non mi piace l’eccessiva attenzione che il Pd ha per i desiderata del Vaticano, credo che non paghi. Ma ci sono posti in cui è giusto fare le battaglie e purtroppo non sono i posti da 1,5%. E dato che sono una persona coerente, voterò Pd anche alle amministrative di Roma. Non si può fare una camapgna elettorale puntando su un solo tema, per quanto per me sia fondamentale. Bisogna fare un discorso complessivo che riguardi tutta la città e spero che i motivi che mi spingerebbero a non votare Rutelli, possano diventare argomento di dibattito dentro il Pd".

Daniele Scalise (scrittore): "Non vado a votare dal 1994 e non ci andrò neanche questa volta. Questo è un sistema politico indegno che non merita il mio voto. E non vedo nessuna novità sostanziale in questa tornata elettorale. I diritti dei gay sono negati come lo erano prima e alle promesse non credo più. Facciano cose concrete e tornerò a votare. E men che meno andò a votare per le amministrative (Scalise risiede a Roma, n.d.r). Rutelli finge amicizia nei confronti dei gay, ma è quello che negò il patrocinio del comune al World Pride. Certo, la candidatura di Grillini è simpatica, ma purtroppo non è realistica".

Matteo B. Bianchi (scrittore): "Il sentimento che provo è di moderata disperazione. E’ difficile per un cittadino omosessuale scegliere chi votare con fiducia. Le posizioni a favore delle persone LGBT sono sfumate, nessun programma punta chiaramente sui nostri diritti, né li porta come priorità. E visto il ritardo dell’Italia rispetto al resto d’Europa, il fatto che non siano considerati priorità è disperante. Per la prima volta quest’anno, avevo pensato di non andare a votare, ma alla fine non ce l’ho fatta. Voterò il male minore, cioè per una forze che presenta un candidato al quale credo, anche se all’interno di quella forza ci sono persone che non mi piacciono affatto".

Giuliano Federico (direttore gay.tv): "Il mio sarà sicuramente un voto contro Berlusconi, perché lo ritengo inadeguato a rivestire a carica di Presidente del Consiglio di questo paese, date le molpteplici implicazioni in vicende giudiziarie. Quindi mi esprimerò sperando vivamente che l’Italia non ricada nelle sue mani, anche se preferisco non dichiarare esplicitamente a chi andrà il mio voto".

 

Giovanni Dell’Orto (giornalista e scrittore): Il mondo politico omofobo e clericale possiede tutti i carri armati. Si bea della propria potenza di fuoco. Controlla infatti giornali, televisioni, radio, case editrici… Ma non controlla più le nostre coscienza. Ha i carri armati, ma non riesce più ad arruolare carristi. I seminari dei preti sono vuoti, i gay che appoggiano Rutelli alla fine rappresentano solo se stessi, mentre Grillini, senza soldi, senza Tv, e praticamente senza un partito dietro le spalle (non fatemi dire cosa ne penso dei socialisti…) è riuscito da solo a mettere in crisi tutti i giochini elettorali che si credevano già decisi in anticipo. Non male. Ogni tanto, nel loro piccolo, anche le formiche si incazzano. E mordono.

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