Vescovi tedeschi: “Coppie gay, realtà da regolamentare”

Il nuovo presidente della Conferenza episcopale della Germania si è detto favorevole a una legislazione per le unioni tra omosessuali. E vuole che si rifletta sul celibato dei preti.

La rivoluzione, se così vogliamo chiamarla, interna alla Chiesa cattolica potrebbe cominciare, udite udite, proprio nella terra natia di Papa Ratzinger. Il nuovo presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, ha dichiarato di essere contrario al "divieto di riflettere" sul tema del celibato ecclesiastico: "Il collegamento tra il sacerdozio e il celibato non è teologicamente necessario", ha detto l’arcivescovo di Friburgo in un’intervista al settimanale "Der Spiegel".

L’abbandono del celibato "sarebbe una rivoluzione, che non verrebbe seguita da una parte della chiesa", ha spiegato il sessantanovenne Zollitsch. "Per questo sarebbe necessario un concilio per deciderlo" ha aggiunto.

L’arcivescovo ha poi preso posizioni inequivocabili in tema di unioni civili e coppie omosessuali dicendo che "da cattolico il mio ideale sono ovviamente il matrimonio e la famiglia", ma "se esistono persone con questa predisposizione, lo Stato può adottare le opportune regolamentazioni, anche se considero sbagliato il concetto di matrimonio omosessuale, poiché lo mette sullo stesso piano del matrimonio tra uomo e donna".

Per di più, dopo decenni di vicinanza politica, prende le distanze dal CDU, quello che fin ora era stato il partito di riferimento della chiesa tedesca. "La Cdu si è più fortemente attestata su tesi neoliberiste e rischia di non tenere più nel debito conto l’economia sociale di mercato e i temi sociali. Per questi motivi c’è meno vicinanza tra la Chiesa cattolica e la Cdu. Del resto – conclude il prelato-, la Spd e gli altri partiti tematizzano più che in passato alcuni aspetti che per noi sono importanti. Oggi molti Verdi difendono sulle nostre stesse posizioni la tutela della vita".

L’unico veto ancora non cancellabile, a parere di Zollitsch, resta ancora il sacerdozio per le done perché "Cristo scelse solo uomini tra i suoi apostoli".

In tempi come questi, non ci stupirebbe un atto di richiamo da parte del vaticano di fronte a posizioni che appaiono così progressiste. Per il momento nessun commento da Roma.

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