Vicariato all’attacco di Marino: “Il registro discrimina la famiglia”

All’indomani del voto sulle Unioni Civili, il clero romano si schiera contro il comune.

La festa di ieri, fuori dal Campidoglio

La festa di ieri, fuori dal Campidoglio

Era stato invocato, ieri, durante le dichiarazioni di voto, ed oggi ha parlato. Per bocca di Angelo Zema, direttore del sito di informazione diocesana Roma Sette, il Vicariato di Roma attacca l’amministrazione di Marino per l’approvazione del registro delle unioni civili . A chiedere a gran voce l’intervento del Vicariato, in Aula Giulio Cesare, era stato il consigliere della Lega Pomarici, uno dei più accaniti oppositore del registro.

E oggi il Vicariato accusa il Campidoglio di discriminare la famiglia. Secondo il Zema, il voto di ieri apre “inquietanti orizzonti a danno dei figli, i soggetti più deboli”. “La finta priorità della politica romana è stata messa all’ordine del giorno, discussa e votata – prosegue l’editoriale -: l’esito era scontato. Il registro delle unioni civili a Roma ora c’è, anche se servirà a ben poco. Il sindaco Marino, orgoglioso di aver partecipato al voto che equipara le unioni civili (anche dello stesso sesso) al matrimonio, e tutti i consiglieri che l’hanno approvato lo sanno bene.

Le contestazioni delle destre, mercoledì, in Aula Giulio Cesare

Le contestazioni delle destre, mercoledì, in Aula Giulio Cesare

Ma per loro quello che conta è mandare un segnale alla politica nazionale. Come se la politica dovesse essere fatta di segnali. Certo, sappiamo che è così, purtroppo”.

“Il percorso del Campidoglio minato dall’ideologia ha raggiunto il suo apice: segno di un pericoloso scollamento con la realtà – conclude Zema -, in particolare quando ci si spinge a parlare di uguaglianza (con il pretesto di non discriminare) tra matrimoni di coppie eterosessuali e pseudo-matrimoni gay. Scenario che apre inquietanti orizzonti a danno dei figli, i soggetti più deboli. Ed è irresponsabile non guardare oltre i fogli di un registro”.

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