La diocesi di Vicenza dice sì a stepchild adoption e unioni civili

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L'apertura di un esponente della diocesi hanno fatto scoppiare la polemica negli ambienti cattolici.

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Il rispetto giuridico per l’opzione di tutte le persone è importante. Non possiamo ammettere discriminazioni. Se due persone chiedono una stabilità riconosciuta, che siano delle stesso sesso oppure di sesso diverso, non fa differenza. Non è questo che rende fragile o mette in pericolo il matrimonio. Così parla don Matteo Pasinato, responsabile dell’ufficio diocesano di Vicenza per la pastorale sociale e del lavoro, riferendosi alle unioni civili.

Pasinato non ha mancato di esprimere apertura anche per la stepchild adoption: “L’adozione normale per una coppia dello stesso sesso? È un campo di discussione aperto, non c’è una preclusione“.

Le affermazioni hanno scatenato violente polemiche: il giornale cattolico Vvox precisa che ormai “nel mondo cattolico regna la confusione“, citando le parole del vescovo don Alessio Graziani che chiarisce che le aperture “non rappresentano la posizione ufficiale della chiesa vicentina“. “Viene dunque da chiedersi quale sia la ragione per cui un numero sempre maggiori di sacerdoti avverte l’insopprimibile necessità di adeguare le proprie opinioni in campo morale a quelle del mondo. Sono proprio così brutti e cattivi gli insegnamenti che in campo etico la Chiesa ha impartito per millenni?“, commenta il testata ultracattolica.

Non è forse la Chiesa che “da millenni” predica la tolleranza, l’accettazione, l’amore per il prossimo? Forse alcuni dei suoi esponenti, che secondo i prelati più conservatori si “adeguano al mondo”, in realtà seguono proprio questo primigenio insegnamento.

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