Vicenza, panchine rainbow contro le discriminazioni: l’idea di alcuni ragazzi

E’ successo a Sarcedo da parte di un gruppo di ragazzi tra i 14 e i 18 anni.

A Sarcedo, in provincia di Vicenza, passeggiando per il centro della città ci si potrà imbattere in alcune panchine rainbow. E’ l’idea di alcuni ragazzi tra i 14 e i 18 anni, che hanno deciso di lanciare un messaggio contro le discriminazioni, dimostrando così la loro apertura mentale contro le diversità. Il progetto è all’interno di un’iniziativa avviata dal Comune, il quale ha permesso di colorare le panchine con tutti i colori dell’arcobaleno. 

Le panchine saranno di due tipologie: una colorata interamente di rosso che sarà una denuncia verso i casi di femminicidio e violenza sulle donne, un’altra invece rainbow, appunto riguardante la discriminazione sessuale. A proporre il progetto, l’assessora alla Cultura Maria Teresa Campese, che al Corriere del Veneto ha affermato:

Sono dei messaggi importanti: il primo contro la discriminazione sessuale, gli altri contro la violenza sulle donne.

Anche il sindaco Luca Cortese si dimostra soddisfatto di questa iniziativa:

Le panchine arcobaleno sono davanti all’ufficio tecnico e agli impianti sportivi. Sono un segnale contro tutte le forme di discriminazione che non rispettano l’articolo 3 della Costituzione. Ad occuparsene è stato un gruppo numeroso di ragazzi dalla terza media alla quarta superiore. Oltre a ridipingere le panchine, nelle due settimane di lavoro hanno tagliato l’erba e fatto piccoli interventi di manutenzione.

Un segnale importante per la comunità di Sarcedo e per tutta la zona di Vicenza, che dimostra che anche i giovani vogliono dire un chiaro no a tutte le discriminazioni. 

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Per la città di Vicenza, solo il primo passo

Il sindaco Cortese ha comunicato anche che la colorazione delle panchine è solo il primo passo. A breve nominerà una persona che all’interno della sua amministrazione avrà la delega all’inclusione, per non far sentire nessuno escluso. E ha colto l’occasione per lanciare una critica agli omofobi che aggrediscono le persone LGBT:

È bello che a dipingerle siano stati dei giovani. In un mondo in cui sembra che se non sei cattivo non sei un uomo, quello che vogliamo trasmettere è un messaggio diverso.

Credits: fotografo Parisotto