Vicenza Pride 2019: patrocinio possibile per il Comune ma FdI è contrario

Il sindaco Rucco pensa ad appoggiare tutti gli eventi che creano cultura. FdI invece vuole sostenere solo la famiglia tradizionale.

Mancano poco più di sei mesi al Vicenza Pride 2019, ma già i partiti di centro destra sono sul piede di guerra. O meglio, a non appoggiare la parata dell’orgoglio omosessuale è solamente Fratelli d’Italia. Proprio questa forza politica è stata fondamentale alle scorse elezioni comunali, che hanno visto eleggere Francesco Rucco alla carica di sindaco. La documentazione relativa alla parata non si è fatta attendere, e la questura di Vicenza ha già autorizzato la manifestazione, che si terrà il 15 giugno 2019. 

Mattia Stella, presidente dell’associazione Vicenza Pride, ha però spiegato che al momento devono ancora riflettere se chiedere il patrocinio al comune, in quanto “potrebbe anche essere che chiederemo il patrocinio a tutti i Comuni della provincia“. Nonostante quindi le priorità siano altre per gli organizzatori, Stella si dimostra fiducioso riguardo al sostegno del comune. Il sindaco, difatti, si è dimostrato molto aperto e disponibile. “L’amministrazione è cambiata ma si è posta con noi in modo dialogante. Con nostra sorpresa Rucco ha detto che la sua intenzione è porsi in modo costruttivo verso tutti gli eventi che creano cultura” ha spiegato il presidente.

Ma Fratelli d’Italia dice no al Vicenza Pride

Naturalmente, i partiti di centro destra che hanno appoggiato Rucco non sono in linea con il pensiero del primo cittadino. Fratelli d’Italia, con le parole della portavoce Eleonora Garzia, ha ribadito un secco no, ufficializzando così la loro posizione contrario ad ogni appoggio. Come ricordano anche i membri del partito di Giorgia Meloni, il sindaco dovrà prendere la sua decisione tenendo conto dell’aiuto che ha ricevuto dalla forza politica alle elezioni di giugno, lanciando quindi una piccola minaccia. 

Garzia, conclude, confida che Francesco Rucco decida di non dare il patrocinio al Vicenza Pride. Riservandolo invece per altri eventi dedicati alla famiglia tradizionale. Al momento, però, anche solo la richiesta da parte dell’associazione non è sicura. Quindi si dovrà attendere il prossimo anno prima di conoscere la decisione del comune.