Violenza: l’Italia ha bisogno di una legge per i più deboli

Le donne perché fisicamente più facilmente prevaricabili, omosessuali e trans più deboli in quanto minoranza stigmatizzata. Dati allarmanti sulla violenza all’interno delle famiglie.

ROMA – Il Ministro dell’Interno Giuliano Amato ha presentato ieri gli ultimi dati riguardanti la criminalità. Ne esce l’immagine di un paese nel quale ancora si commettono delitti per motivi ‘passionali’ (maschio padrone che non accetta che la ‘sua’ donna si innamori di un altro e lo lasci) e dove l’ambito familiare è ben lontano dall’immaginetta da cartolina offerta dai fautori della teoria riassumibile in “o Family Day o barbarie”: le violenze in ambito familiare fanno infatti più vittime di quanti non ne facciano criminalità organizzata e rapine.

Le statistiche sugli omicidi diffuse dal Ministero dell’Interno e riguardanti il quinquennio dal 2001 al 2006 illustrano che quando la vittima è una donna “nella maggioranza dei casi è il coniuge, il convivente o il fidanzato maschio ad uccidere la propria compagna” mentre se la vittima è un uomo molto spesso l’omicida è il padre della vittima. Il ministro Amato confessa di essere "rimasto assolutamente sconvolto sul capitolo sulla violenza contro le donne. È impressionante. Sono 6 milioni 743mila, pari al 31,9% della classe d’età considerata, le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita”. In oltre il 62% dei casi chi commette la violenza è il marito/fidanzato/compagno.

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«Sono dati drammatici quelli diffusi dal Viminale che confermano l’allarme che più volte ho lanciato all’intero governo e al Parlamento» ha detto Barbara Pollastrini, Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, commentando numeri che confermano un’emergenza che non si può continuare ad ignorare. «Per questo – ha aggiunto la Ministra – mi rivolgo ancora una volta ai deputati e alle deputate di ogni schieramento perché venga approvata nel più breve tempo possibile il disegno di legge contro le molestie e la violenza sulle donne o per orientamento sessuale attualmente in discussione presso la Commissione Giustizia della Camera. Chiedo fin da ora – ha proseguito Pollastrini – che Dpef e Finanziaria prevedano il sostegno necessario per quel programma di azione straordinario di prevenzione contro la violenza e per la cultura del rispetto che abbiamo iniziato a costruire. Sono convinta – ha concluso la Ministra – che libertà e sicurezza siano un binomio inscindibile. E che contro la violenza, soprattutto sulle donne e i bambini, sia necessario agire con decisione. È un reato che non concede spazio al relativismo etico e alle rimozioni».

Sembra aspirare alla rimozione dal dibattito pubblico delle violenze omofobe invece la deputata della Lega Nord Carolina Lussana, che si rivolge direttamente al ministro Amato dicendogli che “sconvolti siamo noi. Siamo sconvolti sia perché lei si stupisce per dei dati che invece noi conosciamo bene, sia per l’incapacità sua e del suo governo di proporre soluzioni per affrontare questo dramma.” L’esponente leghista ha presentato in passato sue proposte di legge in materia di violenza sessuale e, come al solito, quando c’è qualcuno che cerca di inserire nel contesto anche le violenze contro persone omosessuali, non ne vuole sentir parlare: “Il provvedimento del governo – dice Lussana – è un pout-pourri che mira ad allargare il tema alle discriminazioni in generale, al punto che il ministro Pollastrini non ha trovato di meglio da fare che inserire la solita questione dell’omofobia. Il provvedimento giace in Commissione giustizia dove, in sede di audizioni, avete dato la precedenza alle associazioni Arcigay e Arcilesbica, a dimostrazione che gli omosessuali sono la priorità di questo governo. E questo – conclude – è inaccettabile.”

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Visto che nella società ci sono anche gay e lesbiche è stato invece un bene che, invece di ignorarli, siano stati ascoltati dalla commissione giustizia della Camera i due presidenti di Arcilesbica e Arcigay, relativamente a tale disegno di legge, il 2169. I due hanno illustrato ai membri della commissione le problematiche specifiche e hanno presentato una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone Lgbt sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. È necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perché finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l’istigazione all’odio contro le persone lesbiche, gay e trans".

Il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso ha detto di aver chiesto “che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell’Italia.”   (Roberto Taddeucci)