Violenza Pesaro, Arcigay: “Clima omofobo, istituzioni sorde”

Dopo la violenza subita da due giovani, l’associazione denuncia il clima creato in città da diversi provvedimenti, dal rifiuto del registro delle unioni civili, al veto sul coro Komos.

"Pesaro, per triste ironia della sorte, ha visto moltiplicarsi nell’ultimo mese episodi di dichiarata omofobia". Così il presidente di Arcigay Pesaro Valerio Mezzolani, commenta la violenta aggressione dello scorso 27 luglio ai danni di due ragazzi gay colpevoli di essersi scambiati un bacio fuori da un locale. "Siamo partiti con la nota vicenda del coro Komos, escluso dalla Curia con il beneplacito del Comune perché formato da omosessuali dichiarati – continua Mezzolani -; abbiamo proseguito con la squallida vicenda politica del rigetto della mozione per introdurre il Registro delle Unioni di Fatto in Comune; ora siamo davvero alla frutta con questo gravissimo atto di violenza. A due passi da noi, il Sindaco di Fano, Aguzzi, ha recentemente bocciato la proposta di istituire un osservatorio sull’omofobia motivandolo con la sua inutilità! Dobbiamo aspettare il morto per comprendere quanto razzismo omofobico si sia diffuso all’interno della nostra società?".

E per affrontare pubblicamente la questione, insieme all’avvocato Gabriella Caliandro della rete Lenford che assiste le due vittime dell’aggressione, Arcigay ha indetto una conferenza stampa per giovedì prossimo alle 11 presso la Casa delle Associazioni FERRHOTEL dietro la Stazione di Pesaro alla quale sarà presente anche Franco Grillini. "Abbiamo dato questo appuntamento – spiega Mazzolani – per sollecitare la solidale collaborazione civica dei testimoni dell’evento, per illustrare i particolari e le azioni che intenderanno seguire i ragazzi e l’Arcigay, per sollecitare una netta presa di posizione delle forze politiche locali e regionali".

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Sulla vicenda si è espresso anche il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè.

"Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle vittime di violenza omofoba a Pesaro – si legge in una nota di Arcigay – e vorremmo che le Istiuzioni e l’opinione pubblica facessero altrettanto. Quest’ultima violenza omofoba va ad aggiungersi ad uno stillicidio quotidiano che ci colpisce sia  in ambito nazionale, come il divieto di donazione sangue ad un omosessuale di qualche giorno fa in barba alla legge, che locale, come  la cacciata dei gay dal Piave del sindaco di Spresiano e,  proprio a Pesaro nei giorni scorsi, il divieto di esibizione del coro omosessuale Komos e il voto contrario al registro delle unioni civili. Questi sono segnali indiscutibili di un paese per nulla ospitale per la comunità omosessuale".

"Fintantoché le convenienze di partito e gli accordi correntizi allontaneranno il dibattito da temi come la violenza e la discriminazione delle minoranze e dell’assenza di diritti per i cittadini gay – conclude Patanè – l’omofobia e la discriminazione ai danni degli omosessuali rimarranno uno tra i problemi prioritari da affrontare nel nostro Paese.

Solo annullando l’omofobia Istituzionale che legittima questi atti violenti orientando l’opinione pubblica al disprezzo per gli omosessuali possiamo eliminare l’orrore di questo stillicidio quotidiano".

Punta il dito contro la maggioranza di governo, invece, la deputata del PD Paola Concia, relatrice della legge contro l’omofobia :"Sono addolorata e dò tutta la mia solidarietà umana e politica ai due ragazzi gay aggrediti a Pesaro. Le responsabilità istituzionali sono del centrodestra". "La legge contro l’omofobia non viene affrontata ancora perché il centrodestra, schiacciato dalle sue divisioni, non si è ancora espresso – ha dichiarato Concia -. Il Partito Democratico tutto – aggiunge – deve lottare unito contro questa piaga sociale a livello nazionale, così come a livello locale. In Parlamento il Pd sta facendo la sua parte; ora si deve esprimere il centrodestra, e anche l’Italia dei Valori che ancora non si e’ espressa in Commissione Giustizia". 

"Non credo sia un caso che questa vicenda sia avvenuta a poche ore dal voto contrario all’istituzione del registro delle coppie di fatto espresso dal Pd in consiglio comunale. Il rispetto nei confronti dei diversi orientamentisesuali passa anche da momenti come questo. Il primo responsabile è il sindaco, insieme al gruppo consiliare del Pd di Pesaro" ha dichiarato invece Alessio De Giorgi che del Pd è stato membro dell’assemblea nazionale.

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"L’impressione, in questo caso – ha dichiarato Franco Grillini, responsabile associazioni dell’Italia dei Valori – è che ci sia una coincidenza tra l’aggressione di razzismo omofobico e la bocciatura del registro delle unioni civili al comune di Pesaro. Bocciatura cui ha contribuito la principale forza di centrosinistra. L’episodio di Pesaro conferma cio’ che diciamo da tempo come Idv e che abbiamo ribadito nella battaglia parlamentare per la legge contro l’omofobia: la violenza verso gli omosessuali rappresenta una vera e propria emergenza nazionale a cui si deve rispondere attraverso l’estensione della legge Mancino".