Vladimir Luxuria scrive ad Arcilesbica: “Bigottismo che puzza di incenso e sessuofobia”

Anche Vladimir Luxuria prende posizione contro la nuova linea di Arcilesbica con una lettera aperta su Facebook.

Vladimir Luxuria scrive ad Arcilesbica: “Respingere atteggiamento machista di chi si arroga il diritto di decidere per gli altri”.

A diverse settimane di distanza dal contestato congresso di Arcilesbica che ha segnato la svolta radicale femminista della componente L del movimento LGBT, anche Vladimir Luxuria interviene sulla nuova linea assunta dall’associazione lesbo-femminista.

Nella lettera aperta scritta su Facebook Luxuria si augura che il confronto tra Arcilesbica e le altre realtà della comunità LGBT possa ripartire, ma contesta i punti considerati più controversi della piattaforma congressuale risultata vincente “A mali estremi, lesbiche estreme”. Una linea che ha già portato diversi circoli locali a smarcarsi o autosospendersi dall’associazione nazionale.

Luxuria parte naturalmente dalla contrarietà di Arcilesbica alle cure ormonali per i minori transgender, che si inserisce in una serie di affermazioni dell’associazione da più parti accusate di transfobia: “Io sono trans da quando sono nata, e so che alcune cure ormonali prese per tempo rendono meno complicata la transizione. A 14 anni si è già ben consapevoli di essere difformi rispetto al dato anagrafico e, permettetemi, è poco rispettoso della dignità altrui pontificare sulle vite degli altri”.

Anche sull’opposizione alla Gpa e all’assistenza sessuale per i disabili Luxuria accusa Arcilesbica di “poco femminismo” e “totale assenza di sensibilità”. La showgirl è solo l’ultimo esponente in ordine di tempo della comunità LGBT che certifica la rottura con l’associazione lesbo-femminista. L’appello di Luxuria sortirà qualcosa in più di una piccata replica dalla famigerata pagina Facebook di Arcilesbica Nazionale?

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1 commento su “Vladimir Luxuria scrive ad Arcilesbica: “Bigottismo che puzza di incenso e sessuofobia”

  1. Brava Luxuria. Io comunque direi che è ora di finirla anche col gratuitismo a tutti i costi, quindi con l’idea della Gpa fatta per forza di cose senza alcun pagamento, imponendo quindi alle gestanti per altri di non venire in alcun modo remunerate per il servizio che offrono. E’ un’idea profondamente liberticida, che va contro l’autodeterminazione della donna, e che confina la Gpa ai pochi casi più unici che rari in cui si ha la fortuna sfacciata di avere un’amica o una sorella pronta a offrire questo servizio. Ben poche persone, ben pochi gay, hanno questa fortuna, ricordiamocelo bene tutti quando parliamo di queste cose. La donazione di sangue e organi poi è una bella cosa ma con la Gpa non c’entra; l’utero della gestante per altri è e resta della gestante per altri, mica viene asportato e dato via. La Gpa è una prestazione, e in quanto tale chi la offre, ovviamente nel pieno rispetto delle leggi, è giusto possa venire remunerato. E’ assurdo che in una lettera di critica alle posizioni di arcilesbica si ripropongano ancora quei vecchi paragoni, quei gratuitismi senza senso, liberticidi.

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