VOGLIA DI NORMALITA’

Paesi a confronto al convegno di Torino. Intervengono i novelli sposi italiani, la coppia gay di Latina. "Estendere il matrimonio gay all’estero", è la promessa olandese.

TORINO – Che bella coppia. Lui: bruno, distinto, spigliato. Lui: biondo mechato, abito trendy, timido. Entrambi colti, intelligenti, simpatici. Sono Antonio Garullo (37 anni di Latina) e Mario Ottocento (30, italovenezuelano in Italia da 11 anni), prima coppia gay di italiani sposata regolarmente in Olanda. Dai matrimoni ‘simbolici’ di Paolo Hutter in Piazza Duomo fino a quest’evento storico: la strada è stata lunga. Gran merito va alla legislazione olandese: il parlamentare Dittrich ha ricordato che "ora non c’è differenza tra diritti di coppie etero e gay. Anche persone dello stesso sesso possono adottare bambini. La validità è limitata all’Olanda. In Belgio c’è all’esame una legge per la regolamentazione di questo tipo di situazioni. Anche in Canada si va verso il matrimonio. Il prossimo passo è estendere il matrimonio gay olandese all’estero." Gianluca Galletto di Informagay ricorda che i due italiani "non hanno comunque alle spalle organizzazioni o sponsorizzazioni. E’ stato un loro cammino personale".

Antonio, mostrando con giusto orgoglio la fede nuziale che non ha nulla di folkloristico, come è stato malignamente sostenuto, esordisce: "Grazie di cuore a Dittrich e all’Olanda. Ha permesso di coronare un sogno d’amore. E’ diventata poi un’iniziativa pubblica ma noi stiamo insieme da 7 anni! Ora c’è su di noi una pressione un po’ troppo forte. Non abbiamo avuto modo di rilassarci un po’. Ora pensiamo alla nostra casa. In Italia non avevamo alcuna possibilità di scelta: c’erano troppi condizionamenti psicologici. Abbiamo investito tempo, denaro e persino lasciato il lavoro. Ora abbiamo una vita stabile in Olanda, ci occupiamo di ceramica e arte contemporanea. Al nostro matrimonio c’erano 16 persone, 6 erano olandesi, nostri amici dell’Aja. Speriamo di stare insieme tutta la vita: la nostra è una relazione stabile, serena e felice. Non siamo comunque i primi gay stranieri né italiani sposati in Olanda: siamo i primi ad aver reso pubblico il proprio matrimonio. E’ bello vedere gay quindicenni che ci fanno i complimenti".

Informagay solleva una polemica sensata: l’articolo di domenica de La Stampa sul loro matrimonio incorniciava un box su un vescovo americano pedofilo.

Tra i vostri progetti c’è quello di avere o adottare un bambino?

Antonio Garullo – No. Già dobbiamo combattere per il fatto di esserci sposati. E poi dopo cinque giorni di matrimonio non è il caso di pensarci… No, non c’è questo progetto.

Mario Ottocento – No.

Come vi siete conosciuti?

A.G. – A Latina, al cineforum del circolo di cultura omosessuale. Io lavoravo in un pub. In due/tre mesi ci siamo messi insieme. Ora i parenti ci chiamano tutti zii.

Secondo voi sarà possibile un matrimonio del genere in Italia?

A.G. – Secondo me sarà come per il divorzio: i cambiamenti culturali sono in atto. Ci arriveremo.

Ma la situazione politica italiana com’è a questo proposito?

Franco Mittica (presidente Informagay) – Teniamo presente che l’Italia è all’interno di un sistema europeo e non è più isolata. Questo faciliterà le cose.

A.G. – Il nostro testimone di nozze che si chiama Altobelli è di Alleanza Nazionale: senza di lui e senza sua moglie forse questo matrimonio non sarebbe arrivato. Ci ha dato sostegno, affetto e consigliato le strategie da attuare con la stampa. La città di Latina è totalmente governata dalla destra. La popolazione però ci appoggia: il ceto politico è scollato dall’opinione pubblica. La gente ci dice: "siete una coppia di ‘gay normali’, non vi vestite come Platinette". La stampa ha le sue responsabilità. Nella vita siamo così. Se avessi amato travestirmi mi sarei sposato così. La CGIL di Latina ha espresso la sua solidarietà nei nostri confronti.

Che contatti avete col governo olandese e italiano?

Dittrich – Ci sono contatti con parlamentari quali Franco Grillini e Luigi Manconi.

A.G. – Franco Grillini era presente al nostro matrimonio. Ha colto il senso profondo della nostra unione.

Al Convegno si è anche parlato di filiazione e adozioni gay (per un’importante associazione di pediatri americani l’importante è che ci siano due genitori, non importa se etero o gay), ricordando il caso dell’attrice e presentatrice americana Rosie O’Donnell che ha avuto problemi quando ha invitato una madre lesbica nel suo programma. Hawaii, Vermont e Alabama osteggiarono le coppie gay che volevano figli. Le forme di riproduzione assistite non coitali rientrano in Australia nel diritto federale, in Canada in quello statale. In Canada c’è un disegno di legge, nell’Australia Occidentale è proibita l’autoinseminazione ma ammessa l’inseminazione in vitro. Nei programmi della destra francese non ci sono proposte per l’adozione gay e lesbica.

Per quanto riguarda i diritti di locazione, successione e previdenziali per il partner sopravvissuto (morto per malattia, incidente o altro) la situazione brasiliana è inficiata dall’allarmante omofobia – il progetto della sessuologia Marta Suplicy per le unioni civili gay è stato bloccato – che ha portato nel 2001 a ben 24 omicidi di gay sui 130 finora documentati.

Nell’avanzata Francia, che ha il doppio statuto di concubinaggio (informale) e Patto Civile di Solidarietà PACS (formale), è possibile avere il trasferimento del contratto d’affitto (locazione), per la successione è necessario un testamento, si può avere un abbattimento di 57000 Euro nel caso del Pacs sulle spese di successione. L’imponibile di successione è del 40% sulla prima aliquota e del 50% sulla seconda. La pensione di reversibilità non è ottenibile, il giudice decide poi caso per caso per quanto riguarda la sepoltura. Per ora non c’è alcun diritto sui figli del partner ma l’adozione semplice e il caso del 2001 di due lesbiche con tre bambine a cui è stato riconosciuto il doppio diritto di conservare il rapporto di filiazione e adozione rappresentano un precedente importante. In America i due casi di sfratto Braschi (1989) e Fitzpatrick (1999) hanno avuto un impatto enorme nello stato di New York e sulla legislazione locale.