VORREI LA PELLE NERA

Maschi neri e gay: delirio americano. Impazzano le black gang, in discoteca e al cinema, nei battuage e nel porno. Il più ricercato: il manzo di colore Bobby Blake. Ammiratelo nella black gallery.

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Una comunità nella comunità. Gli afro-americani omosessuali sono in America la nuova frontiera dell’aggregazione gay: dirigono le tendenze, inaugurano mode e stili, e soprattutto fra di loro si trovano molte delle nuove icone dell’immaginario omoerotico maschile. Sarà per questo che uno stallone del calibro di Denzel Washington è finalmente riuscito a vincere un Oscar quest’anno?

Nessuno sarà in grado di affermare con sicurezza che i gusti della lobby gay, pur innegabilmente potente a Hollywood, possono condizionare le scelte della giuria che assegna gli Academy Awards. Tuttavia Denzel, con il suo giusto mix di machismo e sensualità, di senso di protezione e rudezza, corrisponde perfettamente al prototipo del maschio nero in voga in ogni club frequentato dalla ristrettissima cerchia dei membri della gay-black community. Gruppi di ragazzi di colore, che in nessun modo sarebbe possibile distinguere dalle gang che spadroneggiano nei quartieri più malfamati di New York, Los Angeles e San Francisco, affollano oggi le discoteche gay più di tendenza. Molti bianchi vorrebbero entrarvi. Ma per loro l’ingresso non è affatto facile.

Le nuove bande di omosessuali afro-americani sono costituite come delle piccole tribù: un capo, regole molto rigide, nessuna concessione ad atteggiamenti da "frocette", cultura del maschio di strada e grande senso della comunità. Tra di loro sarà facile trovare soggetti poco raccomandabili, difficilmente avvicinabili per un bianco, ma capaci di avvolgere il proprio compagno con le forti braccia della passione e di condividere con lui una storia mozzafiato.

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Le quotazioni della cultura del maschio gay nero crescono a vista d’occhio in America: le chat a loro riservate sono le più affollate, e così tutti i luoghi di cruising dove è possibile che un membro della comunità black possa accettare di incontrare un bianco. Sarà anche per questo che i dati relativi alla diffusione dell’Hiv tra i neri gay sono i più preoccupanti: oltre un maschio nero omosessuale su due sarebbe sieropositivo nelle aree delle grandi metropoli. Segno che la cultura della tribù nera ha la colpa di prediligere la passione alla sicurezza.

Un altro segno del successo che la moda della black gang sta avendo, è la classifica – redatta senza dubbio con metodi poco attendibili, ma utile per un orientamento – degli escort più gettonati d’America. Come si sa, molto spesso gli attori porno gay "arrotondano" le entrate con una intensa attività di "accompagnatori". Non è difficile trovare su internet il numero di cellulare di questo o quello stallone che tante volte abbiamo ammirato in mirabolanti imprese erotiche in video. Ebbene: volete sapere qual è il cellulare che nel 2001 ha squillato più spesso, stando a questa classifica? Quello di Bobby Blake (a destra nella foto sotto), manzo nero da 90 chili per un metro e novanta, protagonista di oltre centoventi video hard gay. Bobby presenta tra le sue caratteristiche personali come attore porno, oltre a una dotazione di tutto rispetto, anche la particolarità di essere esclusivamente un "top".

In poche parole, Bobby incarna anche lui quel modello di maschio nero omosessuale, sì, ma che assomiglia molto ai migliori esempi di uomini rudi della storia dell’erotismo maschile. Possente, protettivo, virile, un po’ rude, ma molto rispettoso del proprio compagno. Una sorta di John Wayne dei gay…

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