Washington D.C. approva le nozze gay. Sconfitta a New York

Primo sì per i matrimoni gay da parte del consiglio di Washington. Previsioni ottimistiche per i prossimi tre voti. A New York, invece, il senato boccia la legge con la complicità di otto democratici.

Un disegno di legge per permettere i matrimoni gay a Washington D.C. è stato approvato in prima lettura con 11 voti favorevoli e 2 contrari. Il testo era stato presentato ad ottobre scorso dal membro del consiglio David Catania, uno dei due gay dichiarati che siedono sugli scranni di Washington.

Le previsioni sono tutte a favore dell’approvazione definitiva della legge perché nove dei tredici membri del consiglio sono co-sponsor del progetto e il sindaco Adrian Fenty ha chiaramente espresso il proprio parere favorevole alla legalizzazione delle nozze tra persone dello stesso sesso.

Il testo dovrà essere votato nuovamente, e definitivamente, dal consiglio il 15 dicembre e sarà poi mandato a Fenty perché lo approvi.

Tuttavia, una volta ricevuto il bene stare del sindaco, la legge deve essere approvata dal Congresso degli Stati Uniti entro 30 giorni. Alcuni analisti sostengono che dato che il Congresso ha una maggioranza democratica, il testo passerà facilmente rendendo, probabilmente, il matrimonio gay legale a Washington D.C. prima che finisca Gennaio.

A Washington D.C vengono già riconosciute le nozze gay celebrate negli stai dove sono già legali ovvero in Vermont, Iowa, Connecticut e Massachusetts. Il New Hampshire comincerà a celebrare unioni gay a partire dall’inizio del prossimo anno. Con l’approvazione delle nozze gay, le coppie omosessuali potranno beneficiare di ben 1.100 diritti federali concessi alle coppie etero dal Defence of Marriage Act.

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E mentre a Washington si festeggia, a New York si incassa una sconfitta che brucia parecchio. Il Senato dello stato, infatti, ha bocciato il disegno di legge per l’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, con 38 voti contrari e 24 favorevoli. A fare la differenza otto senatori democratici che hanno scelto di votare "no" insieme ai colleghi repubblicani. E dire che gli inizi sembravano promettenti, con l’appoggio, per la comuità lgbt, sia del sindaco di New York, il repubblicano Bloomberg, che del governatore dello stato, il democratico David Paterson, entrambi presenti all’ultimo Pride newyorchese del 28 giugno scorso.

In più, stando ai sondaggi, a differenza che in California e nel Maine, il 51% dei cittadini dello stato di New York è favorevole ai matrimoni gay, mentre solo il 42% è contrario. E se uno dei senatori repubblicani che hanno votato contro giustifica la posizione dichiarando che "lo stato di New York ritiene di dovere risolvere prima il problema della disoccupazione", la comunità lgbt newyorchese promette battaglia anticipando che ripresenterà il disegno di legge dopo le elezioni che si terranno alla fine del prossimo anno e che in quell’occasione boicotterà gli otto senatori democratici che hanno votato contro le unioni gay.