Zander Craze: “Maria prendimi sul trono gay e dimostra che l’HIV non fa paura”

L’attore porno mira al trono gay di Maria de Filippi e parla dell’Hiv come nessuno ha fatto mai!

Da quando Maria de Filippi ha parlato del trono gay ex gieffini, nullità del web e influencer di periferia, hanno cominciato a tornare sotto i riflettori per i loro continui appelli alla Regina di Canale 5. Tra una candidatura e l’altra, spunta anche quella di Sandro Busolo, meglio conosciuto come Zander Craze. Se la faccia non vi dovesse dir nulla, visto che è la parte meno conosciuta, vi consiglio di farvi prima un giro veloce su YouPorn e poi di tornare qui. Perché? Perché dietro il dotatissimo Zander Craze si nasconde un ragazzo preparato, intelligente e che fa un appello molto importante: “Smettetela di discriminarci!” Non c’è nessun riferimento al suo lavoro, ma solo alla sua situazione salutare visto che, alla tenera età di ventidue anni, il bell’attore del cinema a luci rosse, ha contratto il temutissimo virus dell’HIV! Ed è da qui che parte la mia curiosità. Dove si trova la forza e il coraggio di esporsi in questa maniera? E come ha affrontato questo tema con i propri cari?

zander_craze_trono_gay_maria_de_filippi_hivFacciamo un passo indietro: la sua prima apparizione è stata nella scorsa stagione di Undressed, giusto?

In realtà, la mia primissima apparizione è stata nel programma Videoclash di MTV. Poi, ancor prima di Undressed, sono apparso in vari videoclip musicali, tra cui Se telefonando di Nek e Questa non è una canzone di Paola Turci e spot pubblicitari.

Cosa l’ha spinta a mettersi in mutande davanti alle telecamere?

Il regolamento del gioco. La trasmissione lo richiede e io non ho problemi a stare nudo, anzi mi piace molto!

Partiamo da qui: lei è anche un porno attore. Da dove nasce questa sua esigenza di mostrarsi come mamma l’ha fatto?

Non penso sia una vera e propria esigenza. Magari c’è del narcisismo alla base, dato che da ragazzino mi son sempre sentito piuttosto bruttino, quindi probabilmente ora lo faccio anche per me stesso. Mi piaccio e mi piace mettermi in mostra.

zander_craze_trono_gay_maria_de_filippi_hivChe poi mi scusi: lei si chiama Sandro e si fa chiamare Zander Craze. Da dove nasce l’idea di questo nome?

Nasce dal bisogno di cambiare il nome che mi diede la prima casa produttrice con cui ho lavorato.

E che nome aveva, scusi?

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Sergio Amore. Non mi piaceva per niente, così ho deciso di inventarmene uno io. Zander è Sandro con un suono un po’ più nordeuropeo e Craze l’ho scelto perché volevo una parola con le stesse consonanti dal suono forte come il nome e subito ho pensato a Crazy che mi sembrava calzasse col mio personaggio, ma la Y finale non mi faceva impazzire, così poi ho optato per il sostantivo Craze.

Ha iniziato questa professione a ventidue anni. Come ha vissuto la sua famiglia questa particolare esposizione?

A ventidue anni ho cominciato a lavorare nei cruising bar come animatore nelle serate a tema. Non ero particolarmente esposto e la mia famiglia non lo sapeva. Con i film porno ho cominciato più o meno quattro anni dopo, ma provenivo da un periodo abbastanza critico per via della gestione della mia sieropositività. La mia famiglia oramai era già abituata a gestire tematiche più scomode e pesanti. Sono fortunato ad avere dei genitori molto aperti, almeno con me.

zander_craze_trono_gay_maria_de_filippi_hivNon ha mai fatto mistero di aver contratto l’HIV. Però, senza offesa, vedo che spesso, nei film che gira anche lei, non si usano i profilattici. Può  spiegarmi bene il perché?

Il mercato dei film bareback è molto più florido. Al pubblico non piace vedere preservativi nei porno. Se nella vita si devono usare per profilassi, quando si fantastica con la mente si preferisce che il sesso sia più animale, più naturale e più libero.

Un suo collega, in un’altra intervista, mi confidò che il bareback si accetta perché pagato molto di più. Conferma anche lei?

Non ho mai fatto scene con il preservativo, quindi non so se ci sono differenze sul cachet. Comunque i soldi che si prendono nel porno dipendono dalla disponibilità della casa produttrice e dagli accordi che si prendono personalmente. Magari il mio collega aveva pattuito un compenso maggiore per girare bareback, ma è una mia supposizione.

Possibile che per un centinaio d’euro in più, si possa rischiare così tanto?

Nella vita di tutti i giorni i ragazzi corrono gli stessi rischi gratis: in nome della passione o a causa di un bicchiere di troppo o di qualche sostanza stupefacente. A chi non è mai capitato di fare del sesso bareback in preda all’eccitazione e poi, a coito terminato, fare la domanda: “ma sei sano, vero?” Comunque nel porno si rischia di meno perché tutti gli attori sieropositivi sono controllati e in terapia, mentre quelli sieronegativi o prendono la PrEP o vengono accoppiati con altri attori sieronegativi. La scelta, alla fine, è sempre del singolo attore.

zander_crazeCome ha scoperto di aver contratto il virus?

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Ho sempre fatto regolarmente il test per l’HIV, vista la mia vita sessuale molto intensa, fino al giorno del responso positivo.

Quale sono state le prime reazioni?

Una leggera incredulità, mentre già ti senti sprofondare nel vuoto. E’ una sensazione difficile da spiegare, ma di certo non è una cosa che accetti col sorriso. Ci ho messo degli anni a digerirla bene e a gestirla con tranquillità. All’inizio l’avevo detto solo alla mia famiglia e ai ragazzi con cui avevo fatto sesso nei mesi precedenti. E le dirò: alcuni sono stati comprensivi, mentre altri mi hanno accusato pesantemente. Ho perso addirittura le mie due migliori amiche quando lo hanno saputo. Non è stato facile.

Riapro la parentesi famiglia: e loro come hanno vissuto quel fatidico momento?

Hanno accolto la notizia cercando di non peggiorare la situazione, perché io ero abbastanza giù.

Si è mai chiesto di come mai nessuno parla della propria sieropositività?

Perché è una condizione sociale molto scomoda. Nessuno vuole sentirsi emarginato o rifiutato, soprattutto sessualmente, perché ritenuto pericoloso.

zander_craze_trono_gay_maria_de_filippi_hivAldilà del porno, quando conosce un uomo, come affronta il tutto?

Dipende da come vanno le cose. Oggi sono più sereno, ma può capitare che a volte non mi venga naturale dirlo subito e che poi mi senta dire, dagli altri, che ho sbagliato. Anche per questo ho deciso di parlarne apertamente, così da non doverci pensare più troppo.

Si è sentito più discriminato per il suo lavoro o per l’ignoranza della gente nei confronti dell’HIV?

Senza dubbio per l’HIV. La gente ne ha paura! Mentre in genere, quando dico di fare i film porno, suscito sempre un divertito interesse negli altri.

Ora, tra una scena hot e l’altra, ha fatto anche un appello a Maria de Filippi per essere preso in considerazione come nuovo tronista. Si è fatto sentire qualcuno?

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Per ora nessuno dalla redazione di Uomini e Donne, solo una risposta automatica di ricezione della mia candidatura e un messaggio su Facebook da un mio conoscente che simpaticamente mi ha detto: “Ma ci sei cascato? è tutta una bufala! Non ci sarà nessun trono gay!”

zander_craze_trono_gay_maria_de_filippi_hivPerchè tutto questo desiderio di partecipare nel salotto pomeridiano di Canale 5?

Dopo la partecipazione ad Undressed si è cominciato a parlare di me su alcuni blog, rivelando la mia identità di porno attore. Quindi, quando ho letto che Maria De Filippi avrebbe istituito un trono gay ho pensato che, oltre al divertimento di essere corteggiato e magari trovare finalmente un ragazzo dopo tanti anni da single, potrebbe essere utile anche alla comunità per dare visibilità a tutta una categoria che vive nascosta, per paura e per pregiudizio sociale.

Pensa che Maria de Filippi riuscirà ad aprire le menti anche dei più restii nei confronti dell’omosessualità?

Secondo me Maria De FIlippi potrebbe cogliere l’occasione per fare la differenza, rischiando un po’ di più. Molte persone hanno commentato la mia candidatura dicendo che io rappresento una realtà troppo estrema e che sul trono ci dovrebbe essere un ragazzo più “normale”, per non spaventare la gente nei confronti degli omosessuali. Io, in tutta sincerità, penso che non ci siano realtà più o meno normali di altre. Ogni persona ha le sue peculiarità e sinceramente io non mi sento di essere un individuo così borderline. Se uno con molte particolarità, come posso essere io, può riuscire a dimostrare alla gente che sotto la superficie non è poi così diverso dagli altri, magari questo potrà essere un piccolo passo verso l’abbattimento di molte discriminazioni. Alla fine, in televisione, di personaggi omosessuali se ne vedono già molti, ma le persone sieropositive non vengono rappresentate e per me invece ce n’è un gran bisogno. Infine, se il grande pubblico ha visto Rocco Siffredi piangere per sua moglie all’Isola, non vedo perché non ci possa essere Zander Craze a cercare l’amore sul trono gay. Non trova?

 

Alessio Poeta