Zoo separa avvoltoi gay, uno dei due sostituito da femmina

Coppia di avvoltoi gay separta a forza. Uno dei due, Guido, è stato rimpiazzato da una femmina. L’etologo italiano: “Decisione giusta. Era gay solo per mancanza di altre scelte”. Come nelle caserme.

Una coppia di avvoltoi gay dell’Allwetterzoo di Muenster, in Germania, è stata divisa dalla direzione della struttura che, al posto di uno dei due maschi, ha introdotto nella gabbia una femmina. A cedere il passo è stato l’avvoltoio Guido, chiamato così in onore del ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, gay dichiarato. È stato rimpiazzato da un’esemplare femmina arrivata dall’estero, dal parco zoologico di Ostrava, nella Repubblica Ceca.

Stando al curatore dello zoo tedesco, Dirk Wewers, i due avvoltoi gay «si posavano sempre vicini uno all’altro» e «difendevano uniti il loro nido dagli altri avvoltoi». I due avevano richiamato l’attenzione della direzione del parco e dei visitatori lo scorso marzo, riporta infine la Bild, quando avevano iniziato a costruire insieme il loro nido dove da allora sono vissuti. Per Wewers l’unica spiegazione al loro comportamento è «la mancanza di una femmina adeguata» che ha costretto gli animali a «cercare il sostituto migliore». Ora non resta che attendere che Detlef, privato di Guido, riorienti le sue inclinazioni amorose: "Ci sono buone possibilita’ perche’ ha scelto un partner maschio solo per necessita’", ha detto lo zoologo.

«I comportamenti simil-gay negli animali che vivono in gabbia nei bioparchi sono frequenti. Perché anche nelle specie animali, come accadeva in passato fra i marinai o nei college maschili inglesi, la mancanza di adeguati stimoli da parte del sesso opposto porta a comportamenti omosex». Così Enrico Alleva, presidente della Società italiana di Etologia e accademico dei Lincei, commenta all’Adnkronos la decisione. «I comportamenti omosessuali – spiega l’esperto – si verificano nelle specie sociali di uccelli, come ad esempio gli avvoltoi». E sono più frequenti negli zoo perché la scelta del partner è più ristretta. «Tenere una specie sociale in gabbie di grandi dimensioni con un grande numero di individui – spiega ancora Alleva – permette di individuare il partner migliore, perché c’è più scelta e più possibilità di costruire tanti nidi. Al contrario, gabbie piccole con pochi partner possono portare a comportamenti che di fatto creano una sofferenza psicofisica all’animale, costretto così a esercitare un ruolo che in altre circostanze non eserciterebbe. Una tendenza – aggiunge – che si osserva spesso anche nei colombi domestici».

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Dunque, secondo Alleva, che è stato anche coordinatore del Comitato bioetico del Bioparco di Roma, «la decisione del responsabile dello zoo tedesco è corretta, anche se non mancherà di suscitare qualche polemica, come già accaduto nel caso di alcuni pinguini australiani, quando le associazioni omossessuali protestarono perché veniva forzata la tendenza omosessuali di questi animali».

Secondo l’esperto, dunque, negli zoo «la logica dovrebbe essere quella di riprodurre il più possibile le condizioni naturali, con gruppi di maschi e femmine, adolescenti e giovani, in modo che le coppie si formino ‘come pare a loro’, e – conclude – se uno su un milione è gay avrà atteggiamenti omosex. Al contrario, se costretti in una gabbia con pochi partner questi atteggiamenti saranno più facilmente indotti dalle circostanze».