Panico al cesso: porta la figlia di 5 anni nel bagno dei maschi e viene pestato

“Niente donne nel bagno dei (veri) maschi”. Secondo la polizia non c’è matrice omofobica: perché la vittima è etero

L’ultima frontiera della lotta contro i gay e le lesbiche non si svolge nelle corti di giustizia ma nelle toilette pubbliche. In effetti c’è dell’ironia a pensare che tutto nacque dalle retate della polizia nei bagni pubblici negli anni 70 fino ad arrivare al matrimonio gay alla Corte Suprema.

Ora, i movimenti cattolici e protestanti si sono impegnati a rendere un inferno la vita delle persone transessuali che devono fare pipì. Come ogni altro essere umano, verrebbe da dire. Solo che loro vogliono obbligare le persone trans ad andare nel bagno corrispondente al loro sesso anagrafico e non in base al loro aspetto.
E’ successo nel bagno di un Walmart nello Utah, stato dei mormoni, dove un padre accompagna la figlia di 5 anni Emery e il figlio di 7 Kyler al bagno. Succede in tutto il mondo di avere figli di sesso diverso e doverli portare entrambi al bagno, no? E così mentre il padre si lava le mani aspettando che i due bambini finiscano, viene avvicinato da un uomo (sicuramente portatore di valori cristiani) che incomincia a protestare perché una femmina è nel bagno degli uomini. Non che il padre ci presti troppa attenzione. Sta solo aspettando che i due bambini escano dai cessi per uscire. Ma quello continua imperterrito a urlare che le donne devono andare nel bagno delle donne: all’improvviso Adams viene aggredito dall’uomo con un paio di calci che lo gettano a terra. “All’inizio ho pensato a una rapina. Ma non succedeva niente. Solo calci e pugni e urla”. Adam trova la forza di rialzarsi e di assestare un paio di pugni all’uomo immobilizzandolo a terra mentre chiedeva aiuto. I figli terrorizzati aspettavano rinchiusi nelle toilette.
Arriva la polizia che nel suo report non parla di attacco su base omofoba. In fin dei conti Adam è un padre di famiglia e anche se non è un esempio di virilità alla Tom of Finland rimane sempre un padre di famiglia etero. Così Adams si rivolge ai media dicendo che “l’unica motivazione al mio attacco, ripensando alle frasi urlate, era la dichiarazione di Obama che permette alle persone trans di usare i bagni che vogliono“. “In realtà”, dichiara, “non ho mai dato molto peso alla cosa di Obama che ordina alle scuole di lasciare gli studenti transessuali liberi di scegliere il bagno che coincide col loro gender, ma ora mi è ben chiaro il concetto. Le famiglie dovrebbero essere libere di andare in bagno senza essere aggredite, e così le persone trans“.
Una piccola riflessione: di disturbati mentali il mondo è pieno, ma verrebbe da chiedersi cosa succede quando sono le religioni ad aizzare queste persone dando loro motivazioni per alimentare la loro violenza. In fin dei conti i lapidatori di gay dell’Isis e gli integralisti cristiani che aggrediscono i trans nei bagni hanno la stessa matrice religiosa alla base. Un problema non da poco per una società democratica e laica.
Giorgio Lazzarini
 
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