Arcigay in collegamento col Dipartimento di Stato USA. Video

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Intervenendo in webchat sulla politica estera Usa e i diritti lgbt, il Dipartimento USA, in risposta a una domanda che giungeva da Arcigay, ha ricordato che "i diritti...

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Moderatrice – La prossima domanda è posta da Stefano Bolognini. Oggi Elsa Fornero, Ministro del welfare con delega alle pari opportunità, ha dichiarato il suo pieno impegno nella lotta contro ogni discriminazione delle persone gay e transgender. Secondo Lei, anche in considerazione dell’attività del vostro Governo su queste tematiche, quali passi dovrebbe compiere una nazione democratica contro questo tipo di discriminazioni? Per quanto riguarda l’amministrazione statunitense, quali iniziative intendete intraprendere nell’ambito delle Nazioni Unite al fine di ottenere una piena depenalizzazione dell’omosessualità in ogni parte del mondo?

Daniel Baer – Non ho ancora sentito i commenti del Ministro, ma penso che una risposta alla Sua domanda su cosa è possibile fare possa essere: avere Ministri che si impegnano pubblicamente in questo modo. Penso che ciò abbia un grande impatto. Naturalmente quando è il Segretario Clinton a fare una dichiarazione io la ascolto e la considero un’indicazione su come devo agire, credo sia lo stesso negli altri governi: quando un Ministro parla, i funzionari a lei sottoposti sono tenuti ad ascoltare, ciò influenza il loro operato. Quando un Ministro si esprime pubblicamente è sempre un passo importante. Penso ci siano numerosi strumenti ed istituzioni (può trattarsi di tribunali, di commissioni nazionali per i diritti umani, di consultazioni con esperti giuridici, eccetera…) che permettono una revisione della attuale legislazione in modo da identificare i settori che necessiterebbero di essere riformati. Se c’è volontà e impegno politico a sostegno della riforma di una certa materia, allora le questioni si riducono ad essere essenzialmente di carattere pratico: come è possibile implementare tale riforma? L’esperienza statunitense è un esempio, ma molte altre possono essere sviluppare.

Per quanto riguarda la Sua domanda sulle Nazioni Unite, abbiamo sempre sostenuto la leadership sudafricana su queste tematiche presso il Consiglio dei diritti umani e intendiamo continuare a farlo. Il 7 marzo si svolgerà una discussione in seno a tale Consiglio, si parlerà dei diritti umani delle persone LGBT: guardiamo con grande interesse a questo evento imminente, pensiamo che si tratti di un’altra opportunità per aprire il dibattito. Lo scorso dicembre, l’ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani ha pubblicato un report che illustra l’applicazione nei confronti delle persone LGBT di diversi strumenti legali internazionali in materia di diritti dell’uomo: si tratta di un altro organo delle Nazioni Unite che, come noi, si è impegnato su questo versante. Come ho detto, siamo sempre interessati a lavorare con i nostri partner di ogni parte del mondo, certamente non siamo gli unici che hanno a cuore queste tematiche: continueremo a lavorare con loro non solo in una dimensione bilaterale ma certamente anche nell’ambito delle Nazioni Unite.

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