Bagnasco: “No alle unioni civili, rivediamo la 190”

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Il presidente della Cei ribadisce le posizioni della Chiesa, ma sostiene che non è omofobia. Intanto, secondo l'Eurispes cala la fiducia degli italiani. Cortellesi lancia il tormentone 'Riparliamone'

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"La Chiesa, mentre fermamente si oppone alle discriminazioni sociali poste in essere a motivo dell’orientamento sessuale, dice anche la propria contrarietà all’equiparazione tra tendenze sessuali e differenze di sesso, razza ed età". Lo afferma il presidente della Cei Angelo Bagnasco che affronta i temi dell’omofobia e delle proposte di legge sulle coppie di fatto nella sua prolusione al Consiglio Episcopale Permanente. "Non è interesse di alcuno – scandisce – misconoscere la realtà che appartiene alla struttura dell’essere umano in quanto tale". 

La Chiesa, spiega il cardinale, scorge "nelle teorie che tolgono ogni rilevanza alla mascolinità e alla femminilità della persona, quasi che queste siano una mera convenzione pseudo-culturale, un’accentuazione oggettivamente autolesionistica, un deprezzamento alla fin fine della stessa corporeità che si vorrebbe unilateralmente esaltare". Bagnasco respinge allora con forza la "facile obiezione che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in queste questioni". "Come facciamo a non curarci del destino e della felicità di coloro al cui servizio siamo mandati?". "La struttura della famiglia – sottolinea Bagnasco – non è paragonabile ad un’invenzione stagionale, e questo almeno per due motivi: il primo, è relativo alla indubitabile complementarietà tra i due sessi; il secondo, riguarda il bisogno che i figli hanno, e per lunghi anni, di entrambe le figure genitoriali, quanto meno per il loro equilibrio psichico e affettivo". 

E’ una visione della famiglia che mira esclusivamente alla procreazione e che non tiene conto delle diverse forme che i legami affettivi possono prendere, a prescindere dalla volontà o dalla possibilità di mettere al mondo dei figli. Per il presidente della Cei, dunque, quando la Chiesa "si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all’introduzione di registri che surrogano lo stato civile, non la muove il moralismo, o peggio il desiderio di infliggere pesi inutili o di frapporre ostacoli gratuiti: al contrario, abbiamo a cuore davvero il futuro e il benessere di tutti".

E’, evidentemente, con le stesse motivazioni che Bagnasco chiede di rivedere la legge 190 sull’interruzione di gravidanza "visto il portato delle nuove conoscenze e i progressi della scienza e della medicina" e che, sperate le 22 settimane di gestazione "c’è qualche possibilità di sopravvivenza del feto".

Un attacco ai diritti civili, conquistati e da conquistare, in pieno stile insomma, anche se il cardinale, già noto per le sue posizioni omofobe espresse prima di diventare presidente della CEI, ci tiene a sottolineare che, quanto meno per quanto riguarda l’aborto la Chiesa "non ha intenzionalità bellica: dobbiamo continuare a dire che la via è un dono e che non è nella disponibilità di alcuno manometterla o soffocarla".

Queste dichiarazioni, che in realtà non aggiungono niente di nuovo a quello che si sapeva già riguardo alla posizione della Chiesa rispetto a questi temi, arrivano nel giorno in cui uno studio dell’Eurispes rivela che la fiducia degli italiani rispetto al Vaticano scivola sotto il 50 per cento, attestandosi precisamente sul 49,7 per cento, ovvero 10 punti in meno di quanto rilevato lo scorso anno. E’, forse, superfluo, chiedersi il perché.

Per fortuna, la satira non ci abbandona mai. Ecco un video degli sketch di Paola Cortellesi, parte integrante dello show di Serena dandini ‘Parla con me’, che lanciano il tormentone di ‘Riparliamone’. Perché in Italia anche quello che sembra ormai assodato si può rimettere in discussione.

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