La Famiglia ha un nuovo formato. La nuova bottiglia da 33 cl.

Un nuovo prodotto. Un nuovo formato. Un nuovo spot… Che parla proprio di cambiamenti e adattamenti a nuove giornate e nuove abitudini. Ecco per voi, con tutta la nostra dedizione, il nuovo spot di Centrale per presentare la Bottiglia da 33 cl. di latte parzialmente scremato UHT e alta digeribilità senza lattosio UHT! Enjoy! <3 #new #family #fun #moment #selfie

Pubblicato da Centrale del Latte di Brescia S.p.A. su Venerdì 18 novembre 2016

Brescia, polemiche sulle pubblicità del latte: “L’uomo truccato da donna è aberrante”

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"La famiglia ha un nuovo formato", recita lo slogan. L'omofobia invece è sempre la stessa.

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La pubblicità sui “nuovi formati di famiglia” della Centrale del Latte di Brescia è diventata un caso.

Un uomo truccato con una bambina in braccio: “La famiglia ha un nuovo formato”, recita lo slogan della Centrale del Latte di Brescia nella nuova campagna volta a sponsorizzare il nuovo brik, dalle dimensioni ridotte.

Il claim sta generando in queste ore delle fortissime polemiche, da parte delle retrovie ultracattoliche d’Italia ma non solo: Generazione Famiglia su Facebook commenta: “Secondo la centrale del latte di Brescia nei nuovi formati di famiglia il papà (ma forse è il Genitore 1) si trucca da donna, e a quel punto a che serve la mamma? A niente, quindi scompare. Ma il loro latte è di mucca o di qualche altro strano animale surrogato? C’è di che dubitarne se questa è la pubblicità del prodotto. Diffidate“.

Secondo la centrale del latte di Brescia nei “nuovi formati” di famiglia il papà (ma forse è il Genitore 1) si trucca da…

Pubblicato da Generazione Famiglia – La Manif Italia su Lunedì 21 novembre 2016

Il web si divide, anche all’interno della stessa comunità LGBT: alcuni attivisti affermano che “la pubblicità non rappresenta i nuovi gay, quelli delle unioni civili“, quasi come se con questa legge solo un solo prototipo politicamente corretto di omosessuale abbia ragion d’esistere. D’altro canto, i soliti manigoldi di destra ribadiscono che “l’azienda avrà sicuramente ricevuto finanziamenti da parte delle lobby LGBT…“. Coloro che provano a stemperare la questione ricordano: “Nessuno di voi papà o zio si è mai messo a giocare lasciandosi impiastricciare la faccia dalla propria figlia/nipote?“.

È intervenuto nel dibattito, con toni da guerra ideologica, perfino l’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Brescia, Mario Labolani, Fratelli d’Italia: “Da oggi non compro più niente della Centrale del latte di Brescia. Pensare di pubblicizzare i loro prodotti con il manifesto di uomini truccati da donna è aberrante. Andrebbero rimossi i responsabili visto che la proprietà è del Comune di Brescia“.

brescia

Ma la cosa più sconvolgente è che perfino la stessa azienda cerchi di giustificare le proprie legittime scelte di marketing sul proprio profilo Facebook: “Per chiarezza il ragazzo truccato è lo zio della bimba, che si è prestato ad un momento di gioco insieme alla nipotina. Niente di più“. Perché lanciare il sasso e nascondere la mano? Anche l’agenzia che ha realizzato la campagna, la Dorocatrame, ci ha tenuto a dare la propria versione, non confermando il legame di parentela zio/nipote dipinta nello sketch: “Nella campagna ci sono anche altri soggetti, come una coppia di anziani che parla via Skype con i parenti lontani: è un modo per raccontare la quotidianità e i cambiamenti nelle nostre vite. Non è nemmeno detto che quello che si vede nella foto sia il padre“.

Non era neanche lontanamente quello di attaccare la famiglia tradizionale. Io sono sposato, ho tre figli e gioco con loro più di quanto i miei genitori facessero con me perché oggi siamo meno rigidi e compassati di un tempo“, dice a Repubblica il direttore della Centrale del Latte Andrea Bertolozzi. “Abbiamo cercato di fotografare l’evoluzione della famiglia, che va di pari passo con quella dei consumi, mostrando un momento di gioco tra un giovane zio e la sua nipotina. Mi spiace che queste polemiche distolgano l’attenzione dal vero focus della campagna, ovvero l’innovazione tecnologica che è uno dei fiori all’occhiello della nostra azienda“.

Ancora una volta la pubblicità fa un passo avanti e la società italiana uno indietro: questo tipo di eventi dimostrano come spesso l’omofobia si annidi perfino tra le minoranze colpite da tali soprusi.

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