“Don’t ask, don’t tell”: appello di tre soldati gay alla CNN

Dopo l’ennesima promessa di abolire la legge discriminatoria, i militari statunitensi tornano a sperare e raccontano in tv quanto sia difficile essere gay e soldati negli Usa.

I soldati statunitensi hanno un enorme problema da gestire: nascondere la propria omosessualità o renderla ufficiale, accettando tutti i rischi che una scelta del genere potrebbe rappresentare. Finché il Don’t ask don’t tell resterà in vigore, infatti, chiunque renda pubblica la propria omosessualità potrebbe essere espulso dalle forze armate senza potere opporre resistenza. 

In questo servizio del canale televisivo statunitense Cnn, tre militari omosessuali, (un soldato e un marinaio gay e una soldatessa lesbica), parlano della necessità di abolire il "Don’t ask, don’t tell", di capire quanto sia difficile essere gay nelle forze armate statunitensi. "E’ come vivere una frode costante" dice il militare, che ha partecipato anche a missioni in Iraq e che spiega come tra i suoi commilitoni sappiano che è gay e come questo non abbia compromesso in alcun modo il suo lavoro e il rapporto con lor. Anche il marinaio racconta che tutte le persone che fanno parte del gruppo in cui lavora sanno che è gay e che con loro si sente libero di essere se stesso perché si fida. Quando il giornalista chiede loro se farebbero coming out nel caso in cui il DaDt venisse abolito, il marinaio ha risposto che certo non andrebbe in giro a dire a tutto "Hey, sono gay!", ma che vivrebbe tutto in modo più sereno, mentre il soldato dice che sicuramente organizzerebbe un "Coming out party".

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