Il ministro Fontana conferma il patrocinio del Governo al Congresso della Famiglia – l’attacco di Monica Cirinnà

Il ministro leghista smentisce Spadafora e i 5 Stelle. Il patrocinio c’è e non c’è mai stata richiesta di revoca. L’ira della senatrice PD.

In una Camera come al solito semideserta, il Ministro della Famiglia Lega Lorenzo Fontana ha oggi replicato alle polemiche sorte sul ‘suo’ patrocinio dato all’imminente Congresso Mondiale della Famiglia, che inizierà a Verona il 29 marzo prossimo.

Se il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunità in quota M5S, Vincenzo Spadafora, aveva negato la sua esistenza, Fontana l’ha invece confermata, alimentando imbarazzo tra gli alleati di governo grillini.

Vorrei chiarire alcune notizie, prive di fondamento. Il mio orientamento, quale Ministro di questo governo è stato ed è quello di concedere il patrocinio. È un orientamento che intendo confermare, così come intendo confermare la mia presenza all’evento». «La concessione del patrocinio risale a novembre e appare sorprendente che questa questione sia stata affrontata solo adesso dalla stampa. Voglio chiarire che non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di revoca del patrocinio, solo una richiesta di approfondimento istruttorio.

Durissima, e immediata, la replica della senatrice Monica Cirinnà, che ha presentato una mozione chiedendo al Governo di revocare ogni forma di patrocinio al Congresso della Famiglia.

Le dichiarazioni del Ministro Fontana alla Camera sono molto gravi, perché confermano quanto già ampiamente denunciato dal PD e dalle altre opposizioni di sinistra nella mozione a mia prima firma depositata al Senato il 7 marzo scorso: non solo il patrocinio della Presidenza del Consiglio al Congresso di Verona non é stato revocato, ma non é nemmeno mai iniziato un vero e proprio procedimento di revoca. Si é solo provveduto a un supplemento di istruttoria, per verificare l’esistenza di un fine di lucro. Per il Governo, insomma, il problema non sono le finalità oscurantiste e retrograde del Congresso, ma solo l’esistenza del lucro. Ciò vuol dire che il Governo nella sua interezza condivide l’ispirazione del Congresso e che le accorate dichiarazioni dei ministri 5 stelle, Di Maio in testa, erano il solito, ipocrita, specchietto per le allodole. Smettessero di prendere in giro gli italiani e soprattutto le italiane e chiariscano la posizione ufficiale del Governo chiedendo l’immediata calendarizzazione e discussione della mozione che giace al Senato!