Dai frati cappuccini di Bergamo l’evento anti-LGBT con la dottoressa omofoba De Mari e Luca “era gay” Di Tolve

L’incontro “Bellezza è verità” di fatto è stato un grande spot a favore delle terapie “riparative”.

Il 7 luglio scorso il convento dei frati cappuccini di Bergamo ha organizzato, in collaborazione coi circoli legati a Mario Adinolfi, un incontro con la dottoressa omofoba (definizione che la stessa rivendica) Silvana De Mari e Luca Di Tolve, ovvero il Luca la cui storia è stata cantata da Povia nella nota Luca era gay e che si fa promotore di fatto delle cosiddette “terapie riparative” (ritenute inutili e anzi pericolose dalla comunità scientifica internazionale).

Dopo il saluto da parte del padre superiore della comunità, Di Tolve ha iniziato a raccontare la sua storia, sottolineando che gay non si nasce ma lo si “diventa”: ha precisato che lui non è mai stato responsabile delle sue scelte dato che tutta la colpa sarebbe di un fantomatico “stile di vita gay“, frutto di squilibri psicologici e emotivi.

Di Tolve ha insomma portato avanti la classica crociata di Adinolfi contro le famiglie omogenitoriali: ha sostenuto infatti che lui sarebbe “diventato” gay perché in casa sua non c’era “un uomo e una donna”. Ha anche citato fantomatici studi scientifici che dimostrerebbero che l’omosessualità sia causata dai genitori e che i problemi e finanche i suicidi LGBT non sono il frutto del bullismo omofobico ma della mancanza di percorsi di “riconversione”. Non essendoci alcun contraddittorio nessuno è intervenuto a smentire le cose gravissime che Di Tolve stava sostenendo.

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L’attivista anti-LGBT ha sostenuto poi che la colpa della sua sessualità sarebbe stata della televisione e di non meglio precisati “pederasti e pedofili“, dichiarando poi di vivere “in castità” e di essere certo che “dall’omosessualità si può uscire visto che non esiste“.

Colpi di grazia poi dalla dottoressa e scrittrice De Mari che, tra le altre cose c’è trovata d’accordo nel ritenere che “la cosiddetta omosessualità che in realtà non esiste“, perché “la sessualità serve solo a fare un bimbo“. Degno di nota poi l’incredibile spot contro l’uso del condom.

38 commenti su “Dai frati cappuccini di Bergamo l’evento anti-LGBT con la dottoressa omofoba De Mari e Luca “era gay” Di Tolve

  1. Non ho capito cosa vi aspettiate dai frati cappuccini cari redattori di questo sito. Sono cattolici e la Chiesa Cattolica Romana nel catechismo spiega che i gay sono da condannare. Vi aspettavate forse un convegno a favore dello Stato laico e del matrimonio gay? Ma che titolo è? A quando un titolo che condanni un macellaio per aver venduto le salsicce alla sagra della Salamella di Pandino?

  2. Non è propriamente esatto dire che, secondo il catechismo della Chiesa cattolica, i gay sono da condannarsi.
    I gay, al contrario, sono ritenuti degni di un affetto e di un’attenzione particolari , e ” verso di loro deve evitarsi ogni marchio di ingiusta discriminazione”.
    Questa è una delle tante grandi differenze con l’Islam, il quale, al contrario, prevede per gli omosessuali le morti più cruente.
    Quella che, secondo la sana dottrina, invece, è sempre da condannarsi, come oggettivamente e intrinsecamente disordinata, è l’attività omosessuale.
    E questo proprio in vista del bene, prima di tutto, delle stesse persone che presentano tali tendenze.
    Coloro che cedono a tali sordidi richiami, molto spesso innescati da fattori ambientali, psicologici, educativi, non procedono verso la loro vera felicità, ma se ne allontanano sempre di più, con condotte di vita e sessuali gravemente depravate.
    La Chiesa, madre e maestra, interviene per correggere questi figli e per riportarli sulla strada della loro autentica realizzazione.
    Quello di Luca Tolve è solo un esempio luminosissimo di chi, a un certo punto della propria vita, colto dalla peste della devianza, non ha voluto arrendersi ad essa, magari consigliato e frastornato dalla grancassa della propaganda gay, secondo la quale certi aberrazioni sarebbero naturali, ma ha saputo resistervi e trovare una via di uscita, presa la quale, ora, è sorridente, davvero felice e disposto a condividere la propria esperienza di liberazione con chi pensa o crede di non potercela fare.
    La dottoressa De Mari ha detto soltanto cose di una sconcertante ovvietà : essendo la sessualità un modo della natura per provvedere alla trasmissione della specie, l’omosessualità, semplicemente, non esiste, potendosi chiamare certi abboccamenti tutt’al più omoerotismo o similari, senza il coinvolgimento della parola sessualità, intrinsecamente, di per sé, potenzialmente aperta al dono della vita umana, mediante l’incontro complementare e fecondo dei due sessi previsti in natura.

  3. La natura non ha uno “scopo”. Quello che tendiamo a fare è dare un nome ad un ente illusorio tramite un processo direi di antropicizzazione. Il nostro intelletto prevede sì un principio causale, ma non vi è un riscontro verificabile nella realtà. Cosa significa? Che gli “scopi”, i “fini” sono degli artefatti della nostra logica, è il nome che la ragione dà a quei processi che si prevede conducano ad un risultato, lo scopo appunto. Quello che noi siamo come entità biologiche è il frutto di una serie causale di avvenimenti che hanno innescato la comparsi di organismi capaci di riprodursi. Difatti la riproduzione non è un principio assoluto dell’esistenza, ma una capacità che tutti gli esseri viventi hanno, proprio perché sono gli unici ad essersi replicati fino ad oggi. Non esiste uno scopo universale che ci induce a riprodurci, ma semmai una fortissima inclinazione all’atto indotta dai nostri geni.
    Detto questo, l’unico mezzo che il nostro fisico ha per indurci a procreare è dunque il desiderio di piacere tattile, di godimento sensibile imposto come necessità, come poi avviene per l’alimentazione, per esempio. Evolutivamente questo si traduce in seguito ad una maggiore attrazione per il sesso opposto, giacché in quanto organismo sessuati non potevamo risultare diversamente, ma non in una esclusività assoluta, poiché sappiamo bene come la sessualità possa legarsi ad innumerevoli oggetti di desiderio, tra cui la donna E l’uomo. Non è un errore, non è una deviazione, esiste e basta. Certo, la possiamo vedere come deviazione da una tendenza che i fatti sembrano suggerirci, ma l’assoluto “fine riproduttivo” è puramente relativo e virtuale.
    In parole povere, abbiamo bisogno di sfregare, non importa cosa. E nemmeno il perché.

    1. Credo che ci sia stato un cozzare di punti di vista non proprio facile da districare. Partiamo dalla natura: possiamo considerare la natura come tutto quello che è, piuttosto che un sistema di norme (questo è legittimo e questo no) almeno per adesso. Nello studio delle cose, la contingenza dell’Universo è un fatto preso per vero, nonostante possa considerarsi un’antinomia irrisolvibile, se non per via religiosa, ma questo è un altro discorso. In questo contesto gli eventi diventano necessari per la loro stessa esistenza, siamo noi ad applicare nella nostra logica il principio di causa-effetto. Con ciò non intendo negare la validità di deduzioni su modelli causali, ma solo evidenziare come queste siano comunque giustificate secondo percezioni (e deduzioni) umane empiriche (per forza di cose), difatti è risaputo che, per esempio, i colori “non esistono” come qualità ma come stimolazione chimico-fisica di recettori.
      Se andiamo dunque all’avvento della vita, ci troviamo davanti alla fortunata convergenza di peculiari caratteristiche chimiche e fisiche che hanno permesso il generarsi dapprima di composti organici e poi di forme di vita primordiali. Il primo essere vivente in grado di replicarsi ha poi permesso l’innesco dello sviluppo evolutivo di quelle che saranno poi le specie, delle quali solo quelle caratterizzate da pulsioni riproduttive hanno potuto rinnovarsi. In questo disegno, la vita è un accidente, un evento casuale appunto. Quello che vediamo noi come scopo della vita è in realtà la sua tendenza, senza la quale vita non sarebbe e non potrebbe esistere. Poi, in quanto esseri senzienti (altro accidente, per inciso) siamo in grado di applicare sistemi di pensiero relativo alle cose che ci circondano, sistemi che risultano più convenienti, motivo per cui si sono potuti conservare. Dire che esiste uno scopo può essere errato in via assoluta, ma c’è anche da dire che la nostra condizione di esistenza non si confà ad una dimensione simile, ragione per cui può essere utile ragionare prospettivisticamente. Ecco il sodo del discorso: un gay non procrea, quindi è inutile per la specie, la quale “si serve” degli individui finché possono procreare, i quali diventano quindi inutili quando perdono tale capacità. In questo caso il gay ricopre lo stesso ruolo dei batteri senza progenie nel brodo primordiale, non ha uno “scopo” o una realizzazione riproduttiva. Questa idea è accettabile, fintantoché utilizziamo un sistema di riferimento basato sulla necessità di conservazione della specie, che è un nostro interesse come persone, in effetti. Il problema è quando sia applica questo sistema alla condizione di esistenza dell’individuo stesso, pensando che il suo potenziale riproduttivo sia “recuperabile”, in quando assopito da cause terze; si concepisce che l’essere sia nato per adempiere a X, perché applicando il sistema sopra citato, si deduce per induzione che l’essere debba rispondervi per necessità, quando in realtà la vita ha un’origine contingente, per cui contingenti saranno tutti gli sviluppi della stessa. Mi sento di dire quindi, che in effetti sì, l’omosessualità non esiste in quanto fatto proprio, ma nemmeno l’eterosessualità, in quanto la procreazione è una conseguenza ora necessaria, prima accidentale, dell’impulso sessuale.
      Se vogliamo essere puntuali nella terminologia, diremo infine che esiste solo la sessualità in quanto ad atto procreativo, ma è la denominazione di un evento, non di una caratteristica propria dell’individuo, il cui unico bisogno come essere biologico è l’atto erotico. In questo senso la riproduzione è un terno al lotto, perché non c’è ragione per cui l’individuo non possa preferire dirigere il desiderio verso un sesso piuttosto che l’altro.

      Detto questo, sono perfettamente consapevole che i fini, gli scopi, le aspirazioni e i nostri ruoli siano ciò che per noi è la direzione realizzativa dell’esistenza. Ma quando si parla di “natura”, questo discorso decade irrimediabilmente, semplicemente perché è una via d’indagine che ha altre funzioni, che sono diverse dal discernimento tra Bene e Male.

      Questo, in linea di massima è il mio pensiero; quello che hai contestato lo do come giustificato, se hai una visione differente, la rispetto.

  4. Per quanto mi riguarda prenderei questi signori, dal loro papa in giù, fino all’ultimo dei credenti bigotti e li manderei a vivere in Siberia… sono la rovina del genere umano anche se difficilmente potrei dire che ne fanno parte.

  5. C’è uno stolto che commenta che “tutto, m proprio tutto, nella natura è scopo… ”
    Tutto fuorché l’omosessualità… un omofobo, omosessuale represso e psicotico, disadattato… cosa ci si potrebbe mai aspettare?

  6. Ascolta caro Cartaginese: tu puoi citare il Catechismo fin che vuoi (almeno hai smesso di citare MALE la Bibbia) MA entrando nell’ambito della Scienza tu, così come la De Mari e Di Tolve, sei/siete su un terreno più che sdrucciolevole.
    Anzitutto la Scienza attesta eccome l’esistenza in Natura e nell’Umanità dell’Omosessualità e delle Coppie Omosessuali perfettamente in grado di allevare la prole: doodiché sempre la Scienza attesta l’assoluta non validità delle terapie riparative e la loro pericolosità.
    Ergo la maggior parte del clero, una parte dei fedeli della Chiesa cattolica, la De Mari, Di Tolve e l’estrema destra, prima ancora che Omotransfobici sono Ignoranti, e tu non sei da meno.
    E ti rammento che la Chiesa quando dà torto alla Scienza perde SEMPRE: effettivamente la Chiesa condannò in nome del Catechismo dell’epoca Galileo Galilei MA era nel torto marcio; ed ora la Chiesa nei confronti della Scienza e di noi LGBTQIA sta facendo non solo lo stesso Errore di allora ma sta Perseguitando molissimi Innocenti!

    1. La bibbia la citi benissimo… cosi come io so citare benissimo topolino o un qualsiasi libro di favole. Quel libretto che citi è stato scritto piu’ di 2000 anni fa da un gruppo di esaltati, fanatici e psicopatici… proprio come te. Tu non ti rendi conto di quanto tu sia ridicolo a stare su questo sito a sparare le tue sentenze… siamo in 4 gatti, nessuno ti legge. Ti rispondono forse in 2,3 persone… ma poi quando capiscono che sei un pazzo lasciano perdere. Mi fa molto pena la tua vita, sia da troll che da psicolabile… dovresti cercare un aiuto che non sia di persone come quelle di questo articolo perchè se è vero come hai detto di avere provato le terapie riparative… beh… allora non funzionano. Oppure poetresti finalmente tornare a prendenderlo nel culo… cosi almeno ti rilassi e torni a sorridere. Hai mai pensato di mettere gli stessi commenti sulla pagina FB di gaipuntoit? No… sei troppo vigliacco: su disqus riesci a nasconderti meglio dietro falsi nomi che cambi per non farti bloccare. Sei solo una merda.

      P.S. dio non esiste… ma se esiste è gay e gli piace il sesso anale.

      1. Se la Bibbia è la fonte della fede lui è eretico e scismatico e noi dovremmo sentirci autorizzati a violare gli stessi comandamenti visto che nella Bibbia c’è di tutto dall’incesto allo stupro e ogni cosa più turpe e ripugnante ecc. ecc. Lascialo perdere è un onanista che si eccita e si masturba scrivendo cose ridicole come “turpe” e “pederasta”

      2. Precisando, ancora una volta, come io non abbia mai sperimentato alcuna teoria riparativa, in quanto, sessualmente parlando, sono perfettamente normale e, in quanto tale, non bisognoso di alcuna riparazione, capisco perfettamente come chi, frustrato per la propria orrenda condizione di devianza e deturpato dalla propria aberrazione, non trovi di meglio che bestemmiare idrofobo quel Dio, al quale, per meglio oltraggiarlo, riversa disperato su Lui stesso le condizioni della propria scellerata abiezione

      3. Mi spiace per te ma io, a differenza di te e della tua tristissima vita, sono felicissimo di come sono.
        Quale sarebbe il tuo scopo scrivendo su questo sito? Chi è il frustrato tra te e me? Perché non partecipi alle discussioni su radio maria invece di stare qui? Io non vado a promuovere l’orgoglio gay sui siti di voi cattolici bigotti psicopatici…

        Se ci fosse un dio e ci credessi non potrei che ringraziarlo ogni giorno per come sono.

        Cercherò di evitare di risponderti in futuro pur continuando a segnalare i tuoi commenti come inappropriati per un sito come questo.
        Ora puoi andare tranquillamente a farti fottere tu, la tua bibbia e tutto ciò che ti riguarda.

      4. Guarda caro signor Barca che se una persona ha una patologia mentale e non comprende di esserne sofferente (come nel caso di una psicosi) da un punto di vista morale non può essere considerato colpevole delle sue azioni.
        Se invece ha una patologia mentale e comprende di esserne sofferente (come nel
        caso di una nevrosi) da un punto di vista morale può non essere considerato sempre pienamente responsabile delle sue azioni, ma ti assicuro che, sapendo di soffrire, quasi certamente vorrà farsi curare.
        Detto questo se per esempio l’Omosessualità fosse una psicosi allora nessun Omosessuale sarebbe colpevole: se invece fosse una nevrosi allora molti Omosessuali vorrebbero farsi curare.
        Ecco tuttavia che l’Omosessualità è un Orientamento perfettamente Naturale (come anche nevrosi e psicosi in quanto malattie sono naturali) MA NON causa alcuna sofferenza a meno di essere perseguitati, ragion per cui approfondisci quanto afferma la Scienza e starai sicuramente molto più sereno.

    2. Oh domenico sei proprio un disco rotto!
      Vedo però che hai ignorato il mio discorso sulla Scienza: tutta la spatafiata che hai riportato si infrange e miseramente crolla in innumerevoli pezzettini dinnanzi alle verità che sempre la Scienza scopre.
      Se tu e il magistero aveste ragione allora non vi resterebbe altro da fare che accettare di venire dimenticati per sempre; fortuna che AVETE TORTO.

  7. L’affermazione per la quale la “natura non ha uno scopo”, con i suoi corollari che non vi sia “un riscontro verificabile nella realtà” e che gli scopi o i fini siano soltanto ” artefatti della nostra logica”, è quanto di più enorme e inaudito io abbia mai potuto sentire.
    Tutto, ma proprio tutto, nella natura è scopo;
    ogni più piccola cosa, negli uomini, nel regno animale e vegetale, ogni mutamento biologico, anatomico, chimico, alimentare, comportamentale e altro, è dettato esclusivamente dalla necessità per la specie, la vita, e quindi per la natura stessa, di riprodursi e così di perpetuarsi.
    Queste non sono inferenze arbitrariamente costruite dall’uomo, secondo la sua fallace logica, ma, semplicemente, delle evidenze clamorose e plateali che emergono oggettivamente a vista d’occhio e costituenti l’ ossatura fondamentale e sempre uguale della dinamica della conservazione della vita.
    Evitando di dilungarci, con rischio di ingarbugliarsi con le parole e i loro contenuti, sulla ” riproduzione come principio assoluto dell’esistenza “, è certo che la stessa, se non ne è il principio assoluto, ne è però la condizione obbligata e ineludibile, la reale conditio sine qua non.
    Questo è proprio palmare e macroscopico a una semplicissima osservazione reale e schietta dei processi di base dell’esistenza nostra e di tutto quello che ci circonda.
    La trasmissione della vita avviene attraverso l’incontro dei due sessi;
    l’incontro tra i due sessi, a sua volta, è favorito e sospinto dalla pulsione erotica che un sesso prova verso l’altro;
    pertanto la pulsione erotica verso il proprio stesso sesso è una vera e propria malattia complessiva del comportamento sessuale, che contraddice oggettivamente e precisamente proprio quello scopo primo della natura, senza il quale, stia tranquillo, non saremmo qui a discutere ne io né lei, e ciò indipendentemente dal riferimento a qualsivoglia religione, la quale, in un caso di morale naturale come questo, gioca un ruolo assolutamente supplementare e sussidiario.
    Nei ” Pensieri ” di Giacomo Leopardi, possiamo leggere che ” L’esistenza non si preoccupa dell’esistente ( uomo ), ma dell’esistenza stessa, la quale si realizza attraverso L’incontro dell’individuo di un sesso con un altro individuo del sesso opposto.
    Pertanto l’omosessualità, a prescindere da qualunque considerazione etico-religiosa, ideologica o politica, resta la violazione della più delle fondamentali leggi di natura.”

  8. Lei non conosce affatto la natura se avesse un minimo di conoscenza anche superficiale non dico accadenica saprebbe che l’omosessualità fa parte della natura ed è normalissima in tutte le specie. Questo la rende ridicolo e penoso a chi legge i suoi soliloqui. Quando al considerare l’umanità dell’uomo e il suo essere o peggio la ragione della sua esistenza la riproduzione tipo vacche da monta a parte il fatto che attualmente abbiamo il problema opposto di sovrappopolazione, ciò dimostra che Lei non conosce la differenza tra un essere umano pensante e un lombrico.

    1. Perché non ha scelto Napoleone o Einstein come paragone già che c’era? No Lei è solo una persona molto arida priva di amore per se stesso e il prossimo e senza un briciolo di unanità. Non scomodi Leopardi a Lei manca la scuola elementare visto che ci vuol fare credere che la terra non gira intorno al sole che Darwin era un allevatore fallito di iguana e che un Re Erode il grande abbia cercato di far fuori Gesù quattro anni dopo essere diventato cenere da gerani.

  9. Non ho capito bene ma i gay sono ritenuti degni di affetto e di comprensione ma l’omosessualità non esiste secondo la pseudo dottoressa e secondo Lei? Ma chi è il vostro pusher? O è il caldo che vi ha bruciato i due neuroni che possedete?

    1. Questa è una terribile contraddizione e l’altra è che noi LGBTQIA dovremmo essere amati e rispettati ma contemporaneamente siamo tacciati come perversi e/o malati; bel rispetto!
      E secondo me il caldo gli ha proprio fritto l’intero cervello.

      1. Se io dicessi queste cose:

        Esistono gli Eterosessuali, in quanto soggetti che provano
        attrazione verso il sesso opposto, ma non esiste
        l’Eterosessualità.

        Sicuramente mi risponderesti che vaneggio, vero?

        1. No, ti direi invece che tu hai ragione : non esiste, infatti, l’eterosessualità, ma, semplicemente, la sessualità, la quale è solo etero.
          Il termine eterosessualità si rende necessario solo per contrapporlo alla devianza dell’omosessualità, ma la sessualità, per intrinseca definizione e senso della parola stessa, e a pena di non essere più tale, può essere solo etero, mai omo.

        2. Non ti facevo così sagace!
          Ma tu lo sai che i termini Eterosessualità e Omosessualità esistono solo dal XIX° secolo cioè da quando la Scienza ha iniziato a studiare la multiforme sessualità umana?
          E questi sono termini che designano un Orientamento che nei secoli precedenti non era possibile studiare: in effetti il termine sodomia designava meramente gli atti sessuali tra 2 uomini, atti che altro non sono se non la manifestazione di un Orientamento connaturato non conoscibile con le conoscenze dell’epoca.

          1. Appunto per questo dicevo che questi atti sono stati fin troppo frettolosamente definiti contro natura perché per l’epoca era impossibile capire che questi atti erano e sono sempre stati espressione necessaria di un Orientamento perfettamente connaturato.
            Ragion per cui in termini evangelici un giudizio così rapido quanto durissimo è di una gravità tremenda a maggior ragione perché ha causato e ancora causa atrocità su atrocità contro noi Figli di Dio e LGBTQIA!

          2. Ma Lei non sa neanche cos’è la scienza. Il centro del piacete maschile è proprio nell’ano dove c’è la prostata e il sesso anale oggi viene praticato anche dagli etero sia per la donna sia spesso anche per l’uomo. È ba cosa più naturale e diffusa che ci sia tra le persone normali solo Lei si eccita a scrivere termini disuenti e a farsi le pippe da onanista ma guardi che Lei forse pensa di essere un gesuita nel Paraguay del ‘600 ma siamo nel 2017!!! Poverino mi fa molta pena.

          3. La cosa repellente qui sono i tuoi commenti, perché non vai a scrivere le tue c***e da un’altra parte invece che rompere le pa***e alla gente seria

          4. Riassumendo Lei è ignorante di scienza di diritto di religione e di natura ma anche di sesso. Ma il sesso anale è la regola anche tra gli etero sveglia!!! Ma Lei di sicuro è un cesso pazzesco quale bella ragazza andrebbe con un frustrato sessuale mentale?? Ma come parla?? Si faccia analizzare caso clinico!!

          5. Ma se è la prostata il centro del piacere?? Ma che ne sa Lei??? È ignorante di tutto e i tutto ma vada a studiare che Lei il sesso non sa neanche dove sta di casa

          6. Scusami non posso ignorarti come fece quinto fabio massimo!
            Tu davvero pensi che l’ano sia sempre pieno di feci? Guarda che se fosse così sarebbe il sintomo di un problema anche serio: per questo no feci = mucho mucho gusto, oh yeah!
            Che poi la vagina non è un ambiente sterile perciò cosa rompi?

          7. Quella che tiri in ballo non è Scienza e comunque mi sa che i tuoi pregiudizi ti impediscono la comprensione di ciò che ti si dice: la Scienza ti ripeto che attesta la Naturalità dell’Orientamente Omosessuale, smentisci questa affermazione senza tirare in ballo la solita confutazione degli atti sessuali tra uomini.

      1. Si ma ce l’hai piccola piccola… ne hai bisogno di una grossa grossa che ti faccia pentire di essere una crioptoforcia.
        Sei su gaipuntoit… siamo tutti fiocchi, pure tu.

    2. Non vi è nessuna contraddizione: l’omosessualità non è che non esiste secondo me o secondo la dottoressa…
      L’ omosessualità non esiste. Punto e basta.
      L’omosessualità non esiste perché la sessualità è un modo della natura per fare i bambini e la sessualità avviene attraverso l’incontro dei due sessi, dei quali la natura ha corredato l’uomo e la donna, congegnati appositamente perché l’uno compenetri l’altro.
      Da questa compenetrazione, favorita dal piacere che vi si prova, nel momento del culmine di tale piacere, contestuale all’uscita dello sperma, parola greca che significa seme, avviene l’inseminazione e la potenziale trasmissione di nuova vita.
      È un discorso veramente semplicissimo, in grado di essere capito anche da un bambino dell’asilo nido.
      Questa è la sessualità correttamente intesa.
      Quando non vi è l’incontro dei due sessi, ma l’introduzione, veramente contro natura, di un sesso in una cavità, come quella anale, non preposta, sempre secondo natura, all’introduzione di alcunché, ma, al contrario, all’espunzione di altri corpi, non vi è per niente sessualità, ma una distorta forma di divertimento, di omofilia, di omoerotismo et similia, ma non sessualità.
      Pertanto, quando si dice della pena che si deve provare per gli omosessuali, si intende quel sentimento di protezione e di compassione che bisogna avere per coloro che presentano tali tendenze, gli omosessuali, non intendendo con tale termine asserire implicitamente che esiste anche l’omosessualità, in quanto la stessa è, come già spiegato 1 miliardo di volte, un mero ossimoro e un’assoluta contraddizione in termini.
      Per pura onestà intellettuale bisogna poi anche rimarcare come il fatto che una cosa esista, non vale di per sé ad assicurarne la naturalezza o l’opportunità, quanto, per esistere, oltre all’omosessualità, esistono anche i tumori, la pedofilia e tantissime altre degenerazioni o malattie psico fisiche, invalidanti per l’essere umano.
      Il fatto che esistano non significa che siano naturali o che è bene che continuino ad esservi.
      Ciò vale anche per l’aberrazione omosessuale, soprattutto, e per il cedimento ad essa attraverso la pratica della stessa.

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