Hawaii: la governatrice pone il veto sulle unioni civili

Sfuma il sogno del riconoscimento delle coppie gay per la comunità lgbt hawaiana. La Camera non ha più i voti sufficienti per superare il veto. Fuori dal palazzo, i cristiani festeggiano.

^f1La governatrice dello Stato delle Hawaii, la repubblicana Linda Lingle, dopo nove settimane di riflessione e di audizioni concesse ai rappresentanti della comunità lgbt e ai leader religiosi, ha posto il veto alla legge sulle unioni civili tra omosessuali approvata il 30 aprile scorso dal Parlamento statale. Il provvedimento, già votato al Senato, era passato alla Camera a maggioranza, 31 a 20. La governatrice dopo due mesi di polemiche ha deciso di non tradurlo in legge. Se fosse stata implementata, la misura avrebbe garantito alle coppie omosessuali gli stessi diritti civili e gli stessi benefici dello Stato garantiti alle coppie sposate. 

^rf2Di fatto, il veto della governatrice affossa il provvedimento, perché la Camera ha fatto sapere di non avere i voti sufficienti per superare la decisione di Lingle, mentre il Senato li avrebbe.

Le unioni civili sono "sostanzialmente il matrimonio con un altro nome – ha dichiarato la governatrice -. Vorrei chiarire che alla base della mia decisione non ci sono le mie opinioni personali".

Fuori dalla stanza in cui la governatrice ha annunciato la sua decisione, gruppi di cristiani contrari alla legge hanno festeggiato la notizia intonando canti gospel.

^f3In altri cinque Stati americani alle coppie gay sono già riconosciuti diritti a norma di legge: California, Nevada, New Jersey, Oregon e Washington. In altri sei Stati, invece, sono consentiti i matrimoni tra coppie omosessuali: District of Columbia, Iowa, Vermont, New Hampshire, Massachuusetts e Connecticut.

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Di seguito, il video dei festeggiamenti dei gruppi contrari alle Unioni Civili.