Mario Mieli, tutti in difesa dei diritti LGBT: ‘Vigileremo sulle vostre promesse’

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Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, Monica Cirinná, Sergio Lo Giudice e Daniele Viotti al Circolo Mario Mieli per difendere le unioni civili dall'attacco del centrodestra.

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Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli affollato, quello visto nel tardo pomeriggio quando si sono presentati in via Efeso a Roma il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, la senatrice Monica Cirinná, il senatore Sergio Lo Giudice e il parlamentare Daniele Viotti, scesi in campo per difendere le unioni civili dall’assalto del centrodestra che ha promesso la loro abrogazione.

A moderare il dibattito Sebastiano Secci, presidente del Circolo Mario Mieli che ha ricordato come l’intero movimento volesse il matrimonio egualitario. ‘Quello che è venuto fuori in questi primi giorni di campagna elettorale è quello che immaginavamo‘, ha sottolineato Viotti. ‘Quelli che si oppongono a questa legge, che non vogliono concedere diritti sono quelli che si fanno chiamare moderati ma sono persone che odiano, che mettono al centro della loro politica la divisione. Siamo noi i moderati, i diritti devono essere al centro della politica, diritti civili e sociali‘.

Siamo qui oggi perché abbiamo ricevuto una minaccia insopportabile‘, ha esordito Lo Giudice. ‘Noi ci siamo sempre detti come i diritti non sono mai raggiunti per sempre, l’arretramento sul piano dei diritti è sempre possibile. Nonostante l’incostituzionalità evidente di azioni simili’, ha proseguito il senatore Pd,in sede politica è possibile decidere di compiere atti incostituzionali come la modifica in peggio di una legge. Sarà fondamentale mantenere alta la nostra attenzione‘.

Da poco recente socia del Circolo Mario Mieli, la Cirinnà è stata accolta tra i più scroscianti applausi, sottolineando come la legge possa essere difesa e non smantellata, ma un eventuale Governo di centrodestra ci proverà. ‘Le unioni civili vanno avanti, la felicità arriva e nessuna Roccella del mondo potrà mai toglierci questa meraviglia‘, ha rivendicato con orgoglio la senatrice. ‘Ho creato un hastag, #civediamoinparlamento, perché li voglio vedere questi medievali. Noi abbiamo davanti agli occhi una sola immagine, gli occhi di tutti i bambini che ci guardano e ci dicono ‘manchiamo ancora noi’, manchiamo nella responsabilità genitoriale alla nascita’.

Politicamente si può fare tutto, ma costituzionalmente l’eventuale abrogazione della legge sulle unioni civili sarebbe un vulnus inaccettabile‘, ha puntualizzato Angelo Schillaci, membro del Gruppo Legale dell’Associazione Famiglie Arcobaleno. ‘La legge sulle unioni civili è nata perché la Corte Costituzionale e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo hanno detto al nostro Parlamento che l’assenza di un simile riconoscimento giuridico era un buco che andava colmato. E’ stato un obbligo giuridico, la corte Europea ci ha condannati. ‘Se dovessero provare ad abrogarla‘, ha continuato Schillaci, tutto questo arriverebbe davanti alla Corte e questa direbbe che è incostituzionale. Idem per i singoli punti‘.

Questa legge si chiama Cirinnà ma si dovrebbe chiamare Cirinnà – Lo Giudice‘, ha esordito il Ministro tra i tanti applausi dei presenti. ‘Le scuse le devo fare a nome di tutto il mio partito e a nome mio, perché ero il capo della tribù a cui aderiva Sergio e non ho avuto la capacità di difendere la sua candidatura. Per questo gli devo chiedere scusa‘. ‘Credo che la sua esclusione sia stato un errore politico‘, ha continuato il ministro Orlando. ‘Credo che nella società sia cresciuto un odio, un rancore, un’insofferenza nei confronti delle differenze che non dice niente di buono. Per questo noi dobbiamo capire quale sia lo strumento più utile per impedire a questa marea montante di scalfire i risultati che siamo riusciti ad ottenere. L’unica forza che può fermare questa marea, per come si sono messe le cose, è il Partito Democratico, perché gli altri da un lato lo dicono e dall’altro lo fanno. Lo dicono i fascisti e i leghisti, che vogliono mettere in discussione un approdo di civiltà nel nostro Paese. Gli altri attendono una telefonata dalla Chiesa e a poche ore dal voto tornano indietro sulla stepchild. Gli altri sono come Zelig, a seconda del posto dove vanno si adeguano’.

Fondamentale capire come fermare questa ‘marea’, se realizzando una diga o facendo altro. ‘Io credo che dobbiamo fare qualcos’altro‘, ha sottolineato Orlando. ‘Ho sempre detto e pensato che le unioni civili fossero un passaggio verso la costruzione di un percorso per il matrimonio egualitario. In un Paese come il nostro la cosa migliore per smontare i luoghi comuni è quello del fare, dimostrando che le unioni civili non hanno disintegrato la famiglia, la società. Dobbiamo giocare in attacco, il Pd dovrà sostenere un ulteriore passo verso il matrimonio egualitario, iniziando dall’introduzione della stepchild adoption rimasta fuori dalle unioni civili. Non sarà facile ma se vogliamo difendere l’esistente dobbiamo provare a conquistare qualcosa di più’, ‘C’è in gioco il modello di convivenza che vogliamo consegnare alle prossime generazioni’.

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