Mattel lancia le bambole senza genere predefinito

Arrivano sul mercato le bambole Creatable World, “progettate per evadere dalle etichette”.

Mattel ha appena lanciato una linea di bambole senza un genere predefinito, “progettate per evadere dalle etichette”, senza seno o pettorali scolpiti. Le bambole Creatable World entrano così in competizione con le precedenti creazioni iper-femminilizzate Mattel, come Barbie, Polly Pocket e American Girl.

Le nuove bambole sono dotate di capelli corti e lunghi, interscambiabili, oltre a vari capi di abbigliamento che includono opzioni “maschili” e “femminili”, in modo che i bambini possano personalizzare la loro espressione di genere preferita attraverso oltre 100 combinazioni.

Mattel ha testato le bambole con 250 famiglie statunitensi di sette Stati, tra cui 15 bambini di genere non conforme o trans. Monica Dreger, responsabile delle opinioni dei consumatori di Mattel, ha dichiarato a TIME Magazine: “C’erano un paio di bambini genderqueer che ci hanno rivelato di temere il giorno di Natale perché sapevano che tutto ciò che avrebbero trovato sotto l’albero di Natale non era fatto per loro. Questa è la prima bambola che puoi trovare sotto l’albero che andrà bene per tutti”.

Durante i test, i bambini si sono divertiti con la bambola senza etichette, che ha di fatto permesso a tutti loro di usare l’immaginazione.

Richard Dickson, presidente Mattel, ha dichiarato a TIME Magazine: “Noi non facciamo politica e rispettiamo la decisione che ogni genitore prende in merito al modo in cui vuole crescere i propri figli. Il nostro compito è stimolare l’immaginazione. I nostri giocattoli sono in definitiva tele per la conversazione culturale, ma è la vostra conversazione, non la nostra; la vostra opinione, non la nostra. Se tutti i genitori che vedessero le bambole dicessero “Questo è quello che stavamo aspettando “, non faremmo il nostro lavoro. Ciò significherebbe che sarebbero dovute essere già sul mercato. Quindi forse siamo un po’ indietro rispetto a dove già sono i bambini, ma davanti a dove sono i genitori, ed è esattamente dove dobbiamo essere“.