Nuova pubblicità Findus: che fine ha fatto la mamma gay friendly?

Dopo il coming out che vi ha fatto emozionare, questo nuovo spot vi lascerà interdetti.

Dov’è finita la mamma accogliente del primo spot?
Possibile che abbia dimenticato il coming out del figlio? O preferisce dimenticare il fatto che suo figlio sia omosessuale? Insomma, siamo davanti ad una versione “ammorbidita” del primo spot, o è il seguito? In ogni caso, questa nuova clip di Findus ci lascia piuttosto perplessi.

Guardate il nuovo spot della campagna di Findus e fateci sapere la vostra opinione.

AGGIORNAMENTO: l’azienda ha inviato a Gay.it una dichiarazione ufficiale, tramite l’ufficio stampa, per dare la sua versione dei fatti.

4 commenti su “Nuova pubblicità Findus: che fine ha fatto la mamma gay friendly?

  1. Di sicuro se é un sequel , é completamente sbagliato, o la madre si é completamente rincoglionita o ha avuto un attacco di omofobia materna isterica .In ogni caso il figlio che rimarca di essere gay e con un compagno ha sempre il suo perché e la sua utilità ! Di certo i pubblicitari hanno davvero toppato! Ultima ratio,potrebbe essere anche un’altra famiglia, però !
    Chiederlo ad HAVAS vi parrebbe brutto ?

  2. Meglio Barilla che è in linea con le proprie idee? Che assurdità…allora si può anche dire meglio Hitler che almeno era in linea con le proprie idee. Complimenti a Findus che ha il coraggio di mostrare un gay con le palle di presentare il suo rapporto ai genitori senza vergognarsene e senza timore.

  3. Ragazzi calma con le parole e non accusiamo nessuno senza saper come stanno realmente le cose.
    Solitamente gli spot trasmessi in TV prevedono diverse fasi di programmazione suddivise in slot di spazi pubblicitari acquistati sulle varie tv. La prima fase prevede un breve filmato solitamente della durata di 30 secondi (più rari perché costosi quelli da 60′). Nella seconda fase (così come nelle eventuali successive) lo spot viene editato e/o modificato e il tempo da 30 secondi scende a 15. La durata può essere anche inferiore a quella media, e solitamente viene utilizzata nel secondo blocco di passaggi da utilizzarsi in un periodo temporale successivo a quello della messa in onda integrale , cioè, quando il messaggio è divenuto familiare.
    Più che di omofobia trattasi di esigenze di marketing anche perchè il senso e il “messaggio” che Findus voleva dare non è stato stravolto: “[…] Non è il mio coinquilino, è il mio compagno.”

  4. Sarebbe interessante interpellare la ditta che viene pubblicizzata e chiedere a loro il perché del cambio di direzione… sempre che di cambio di direzione si tratti (PERSONALMENTE che sia una cambio di direzione non me lo leva dalla testa nessuno!!)

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