Storie di rugbisti gay: il documentario australiano Scrum

Uno sport tradizionalmente molto virile e rude raccontato dal punto di vista di tre atleti omosessuali.

Vivere l’omosessualità nello sport spesso è assai complicato, a causa dell’omofobia e del machismo che circolano in molti ambienti sportivi. Ma alcuni sport probabilmente sono, almeno a livello estetico, più condizionati e inclini allo stereotipo degli altri. Tra questi sicuramente il rugbyScrum racconta le storie di tre rugbisti dei Sidney Convicts, un team aperto a giocatori gay, mentre si preparano alla settima edizione della Bingham Cup a Sidney, con più di mille partecipanti da 15 nazioni diverse.

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La coppa del mondo del rugby è intitolata all’eroe Mark Bingham, il coraggioso giocatore che è morto tentando di bloccare i terroristi che poi hanno fatto cadere il volo United Flight 93 vicino Washington l’11 settembre 2001. Bingham era un giocatore dei San Francisco Fog.

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Il documentario, diretto da Poppy Stockwell, racconta di Aki, giocatore giapponese che ha lavorato per due anni per potersi pagare il viaggio a Sidney, Brennano, il perfetto rugbista canadese con un fisico possente e un’ottimo record sportivo ma che è stato allontanato dalla sua squadra dopo aver scoperto che era gay e Pearse, il ragazzo irlandese che era oggetto di bullismo a scuola.

Scrum porta lo spettatore nel combattivo e sudato mondo della Bingham Cup e si trasforma da film sulla gara a film che trova il suo centro nei temi universali di accettazione, lavoro di squadra e…cameratismo tra maschi sudati.

http://scrumdocumentary.com/

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1 commento su “Storie di rugbisti gay: il documentario australiano Scrum

  1. il mondo dello sport omofobo? no, solo furbo! al di la del sesso e dei servizietti ricevuti di nascosto da ragazzotti prezzolati, perche gli omosessuali gli fanno schifo ma i soldi degli omosessuali invece no? quante pubblicita DOLCE & GABBANA ci stanno nei campi da calcio?
    allora gli scemi sono quelli che, in ambito gaio, finanziano questo sistema e l’ odio che ci sta dentro, dai tifosi che comprano biglietti ed abbonamenti per vedere sportivi sgambettanti, agli imprenditori che fanno da sponsors a manifestazioni nei quali i soldi servono per gli stipendi di persone omofobe…

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