Shia LaBeouf ha zittito un razzista a una manifestazione anti-Trump

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È successo al Museum of the Moving Image di New York.

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Dal giorno dell’insediamento di Donald Trump, il Museum of the Moving Image di New York ha dato vita ad un’installazione di protesta che sarà attiva tutti i giorni per 24 ore al giorno per tutti i quattro anni del mandato presidenziale.

L’installazione si chiama He Will Not Divide Us e consiste nella trasmissione in diretta da una telecamera di fronte alla quale chi vuole può farsi riprendere mentre esclama “He will not divide us”, ovvero “Lui non ci dividerà”, in riferimento alle politiche xenofobe, razzista e omofobe di Trump.

L’installazione è un’idea dell’attore Shia LaBeouf e di due artisti con cui l’attore ha formato una sorta di collettivo: la finlandese Nastja Säde Rönkkö e l’inglese Luke Turner. Shia LaBeouf ha inaugurato l’installazione e poi ieri, 23 gennaio, si è nuovamente recato sul luogo dell’opera. Ed è stato proprio ieri che un suprematista bianco ha cercato di sfruttare l’opera per diffondere un famoso slogan razzista.

L’uomo più volte ha ripetuto “Fourteen”, cioè “Quattordici”, che è un modo utilizzato per alludere alla frase razzista “We must secure the existence of our people and a future for white children”“Dobbiamo difendere l’esistenza della nostra gente e il futuro dei bambini bianchi” – frase formata appunto da 14 parole. LaBeouf non è rimasto a guardare: ha risposto all’uomo urlandogli letteralmente nelle orecchie “He Will Not Divide Us” e impedendogli fisicamente di continuare a il suo messaggio d’odio.

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