Uganda: i poliziotti indossano i tacchi contro la violenza di genere, ma arrestano gli omosessuali

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Fa strano vedere proprio quelle persone che i gay li arrestano, indossare tacchi e borse e scendere in strada contro la violenza di genere.

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Uganda: i poliziotti scendono in strada coi tacchi per la violenza di genere.

Se un ragazzo gay indossasse dei tacchi e andasse in giro per le strade di Kampala, Uganda, verrebbe arrestato e imprigionato.

Fa strano quindi vedere proprio quelle persone che i gay li arrestano, indossare tacchi e borse e scendere in strada contro la violenza di genere.

È quello che è accaduto ieri nella capitale: in una sorta di ostentazione del proprio lato femminile, il corpo di polizia ugandese è sceso in strada a manifestare contro la violenza di genere con tacchi, borse e abiti femminili nell’ambito di una campagna di due settimane istituita dal governo e chiamata “Walk a Mile in Her Shoes”.

“Non è facile camminare coi tacchi. Li ho provati oggi, mi sono guardato alle specchio. Sto bene”, dichiarata Francis Ogweng, poliziotto. Gli ultimi dati certi sulla violenza di genere risalgono al 2013: oltre il 70% delle donne ugandesi dichiara di aver subito almeno una volta violenza domestica da parte del proprio partner.

L’Uganda promuove queste manifestazioni importanti e allo stesso tempo continua ad attuare una campagna di totale repressione dell’omosessualità: è conosciuto per essere uno degli Stati più intolleranti nei confronti della comunità LGBT, tanto che solo alcuni mesi fa una bambina di soli 8 anni è stata arrestata con “l’accusa” di essere lesbica (LEGGI >). A settembre, il Pride è stato represso con la violenza estrema della polizia.

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