Unioni Civili: un SI lungo 30 anni in 10 tappe

Da Ersilia Salvato a Monica Cirinnà: 30 anni di lotte in 10 momenti cruciali

#1 Nel 1986 la senatrice Ersilia Salvato e le deputate Romana Bianchi e Angela Bottari presentano un disegno di legge sulle unioni civili. E’ però nel 1988, su insistenti pressioni di Arcigay, che Agata Alma Cappiello, avvocato e parlamentare socialista, presentò la prima proposta di legge per il riconoscimento delle convivenze tra “persone”.

#2 L’8 febbraio 1994 il Parlamento Europeo invita la Commissione, con la Risoluzione per la parità dei diritti degli omosessuali e delle lesbiche, a porre fine “agli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali ovvero a un istituto giuridico equivalente”.

#3 Con una delibera del 21 ottobre 1993, il Comune di Empoli, primo in Italia, approva il Registro delle Unioni Civili. Sarà dopo poco bocciato dal TAR, sorte che non capiterà al Comune di Pisa che lo approva il 7 giugno 1996. Sulla scia dei comuni toscani, centinaia di Comuni italiani approveranno il Registro negli anni successivi.

#4 Il 21 ottobre 2002 Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, si “pacsa” al suo compagno Christian Panicucci, cittadino francese, al consolato di Francia a Roma. Lo stesso giorno Franco Grillini presenta la proposta di legge per il PACS all’italiana, sottoscritta da 161 parlamentari di centro sinistra.

#5 Nel settembre 2003 il Parlamento Europeo approva una risoluzione sui diritti umani in Europa (conosciuta come Rapporto Sylla) nella quale all’interno della sezione dedicata alle discriminazioni per orientamento sessuale: “ribadisce la propria richiesta agli Stati membri di abolire qualsiasi forma di discriminazione – legislativa o de facto – di cui sono ancora vittime gli omosessuali, in particolare in materia di diritto al matrimonio e all’adozione”.

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#6 E’ il momento delle regioni. Cogliendo l’occasione della scrittura dei nuovi Statuti regionali, molte Regioni si dotano di norme contro le discriminazioni e che riconoscano le famiglie di fatto: per prima la Calabria nel 2004, poi più chiara la Toscana, quindi Umbria ed Emilia-Romagna.

#7 L’8 febbraio 2007 il Consiglio dei Ministri, sotto il governo Prodi, approva i DICO, un progetto di legge sulle unioni civili che, distaccandosi dalle unioni di tipo francese e britannico, non è mai arrivato al voto finale a causa della caduta del Governo Prodi II.

#8 Nel 2010, la Corte Costituzionale con sentenza n. 138 stabilisce l’impossibilità per le coppie dello stesso sesso di accedere al matrimonio ma sancisce “il diritto fondamentale dell’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, a vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”.

#9 Nel 2012 la deputata PD Anna Paola Concia, sotto il governo Berlusconi, presenta una proposta di legge sulle unioni civili, facendola sottoscrivere da numerosi deputati del centro-destra e contribuendo così, in modo significativo, a far uscire la tematica da una battaglia identitaria solo interna alla sinistra.

#10 E’ il 27 giugno 2012 quando Matteo Renzi, allora Sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del PD, rilascia una intervista a Gay.it dove annuncia il suo sì alla soluzione tedesca delle unioni civili ed alla stepchild adoption. Alle primarie del PD Renzi perderà, ma l’impegno rimane per il futuro ed oggi è realtà.