Bush: più fondi per attività sociali religiose

Le iniziative che Bush ha in mente sono in particolare legate alla difesa del diritto alla vita e l’opposizione alla legalizzazione delle nozze o unioni civili tra coppie omosessuali.

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NEW YORK – Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush giura di non essere “un talebano”, ma il rappresentante di tutti gli americani, quelli che credono e quelli che non credono. Ma negare l’importanza della fede, per un presidente che ai voti della destra ultrareligiosa deve la vittoria nella Corsa alla Casa Bianca del novembre scorso, è impossibile. Bush, intervistato dal Washington Times, ha difeso lo stanziamento di 1,2 miliardi di dollari in fondi federali a gruppi religiosi e ha promesso di incrementare il sostegno a programmi sociali fondati sulla fede nei prossimi quattro anni.

Le iniziative che Bush ha in mente sono in particolare legate alla difesa del diritto alla vita, promosse da gruppi religiosi contrari all’aborto o nella lotta contro la diffusione dell’Aids, che favorisce una strategia basata sull’astensione da rapporti sessuali come unica forma di profilassi possibile per evitare il contagio. L’altro nodo politico della destra religiosa è la difesa della definizione tradizionale del matrimonio e l’opposizione alla legalizzazione delle nozze o unioni civili tra coppie omosessuali.

“Nel corso del secondo mandato – ha detto Bush al Times – faremo molto di più. Faremo in modo che il denaro venga messo a disposizione delle comunità religiose che lo chiedono, vogliamo assicurare che i loro uffici siano aperti e abbiano il personale necessario. La questione vitale è che i programmi sociali fondati sulla fede possano accedere alle immense risorse pubbliche stanziate per i servizi di assistenza sociale”.

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