25.000 SPETTATORI PER IL TRIONFO DEL FESTIVAL GAY

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Vince il bel film taiwanese ‘Ye ben’ (Scappando di notte). Il premio di Gay.it va al divertente ‘The rinse cycle’ (Il risciacquo) di Steve Salinaro.

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È difficile non sembrare di parte ma il risultato è obiettivamente straordinario: 25.000 spettatori hanno seguito il 16° Festival Gay ‘Da Sodoma a Hollywood’ di Torino, durato per otto giorni ‘a rischio’ perché a cavallo di Pasqua. E il Festival non poteva concludersi se non con una serata eccezionale: non c’era un posto libero tra i mille del Teatro Nuovo e molte persone sono rimaste fuori in mezzo alla calca che premeva all’ingresso. La serata molto divertente è stata presentata dalla brava e disinvolta trans Sara (femminilissima e fascinosa) che ha introdotto sette numeri di altrettante storiche drag queen torinesi (tra cui Madame Carla, Mara Landi e l’emergente Kitsch Lorraine) magicamente trasformatesi tra mille applausi in Mina, Liza Minnelli, Raffaella Carrà e altre immarcescibili icone gay. Luciana Littizzetto, la famosa comica televisiva torinese, ha contrappuntato ironicamente una premiazione densa e significativa: ha vinto il film più bello, il taiwanese ‘Ye ben’ (Scappando di notte) di Hsu Li-Kong – produttore Oscar 2001 di ‘Tigre e dragone’ – e Chi Yin, ‘per aver combinato narrazione storica, eleganza visiva e caratterizzazioni con una insolita e complicata storia d’amore gay’. Si tratta infatti di un melò solare e nostalgico sulle passioni tra un violoncellista, la sua fidanzata e un attore dell’opera Kun nella Cina anni ’30. Grande eleganza formale, almeno tre scene memorabili (un bacio non ricambiato nella macchina nera mentre fuori nevica, la scoperta che il piccolo violoncello di cristallo era stato mandato da lei all’amante di lui, il commovente finale nella New York contemporanea sulle tre tombe vicine), e una profondità espressiva che solo la cinematografia contemporanea asiatica riesce a raggiungere (sarà perché in molte nazioni l’omosessualità è assolutamente tabù?). Infatti è esemplare come molti tra i più bei film gay degli ultimi anni arrivino proprio dall’estremo Oriente (‘Il fiume’ di Tsai Ming Liang, ‘Happy Together’ di Won-Kar Wai, il vietatissimo cinese ‘East Palace, West Palace’ di Zhan Yuan). Giustissimi inoltre il premi del pubblico agli spagnoli ‘Km 0’ di Y. G. Serrano e J. L. Iborra, la divertente commedia corale che è stata effettivamente la pellicola più apprezzata dagli spettatori in questi giorni, e al brevissimo e intelligente ‘Pantalones’ di Ana Martinez.

E la Spagna si riconferma un’altra cinematografia molto fertile per ciò che riguarda le tematiche gay, vista anche la man bassa di premi della scorsa edizione. Il pubblico ha premiato anche gli scouts gay di ‘Scout’s Honor’ del valente americano Tom Shepard (già vincitore in patria di molti premi per i suoi lavori). Il premio dei corti online del nostro sito, otto opere votabili comodamente da casa, è andato al divertente ‘Il risciacquo’ (The rinse cycle) di Steve Salinaro, un assegno di 1000$ offerto da Gay.it.

Le tematiche più affrontate? Omosessualità e religione è stato il leit-motiv del festival (come nel corto vincitore ‘The confession’ di Carl Pfirman su una conversione religiosa di un anziano gay, nel migliore documentario ‘Trembling Before G-d’ di Sandi Simcha DuBowski sull’integralismo tra i rabbini e nell’italiano Roma A.D. 000 di Paolo Pisanelli sul World Gay Pride 2000 nella capitale) ma si è notata anche una maggiore attenzione sulla nuova realtà delle coppie gay riconosciute dalla legge e la loro possibilità di adottare bambini. Sesso pressoché assente (tranne nell’esplicito e divertente documentario ‘Sex becomes her’ di Mike Aho sulla drag Chi Chi la Rue che in America è un famosissimo regista di film porno con star del calibro di Ken Ryker, Steve Rambo e Cole Tucker) e pochissimo interesse verso il problema Aids (rimosso troppo in fretta?).

In chiusura la piacevole commedia ambientata a Barcellona ‘Gaudi Afternoon’ di Susan Seidelman con Marcia Gay Harden, Judy Davis, Lily Taylor e Juliette Lewis ha dato appuntamento al prossimo anno con qualche piccolo schioppettio del migliorabile audio del Teatro Nuovo (erano i popcorn arcobaleno?).

Tra i segreti del clamoroso successo di questa edizione c’è sicuramente una buona qualità di film con un concorso in crescendo e una varietà di proposte da fare invidia a Festival ben più blasonato. Ma il merito va anche alle feste di contorno (curate dalla Oz Production di Valentina Gautier) e alla nuova, accattivante e geniale veste grafica facilmente consultabile realizzata da Dalidea Communications (perché nessuna casa produttrice italiana ha ancora pensato di creare dei popcorn colorati?).

Ma forse il merito maggiore va a un pubblico appassionato, curioso, cinefilo e non solo omosessuale che ha riempito le sale per tutti i giorni della proiezione.

Che ne pensa il candidato sindato Roberto Rosso di Forza Italia che ha dichiarato che il Festival Gay ‘è per pochi’? In attesa del 13 maggio, iniziamo a pregare.

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