About Ray, l’adolescente trans FtoM che punta all’Oscar

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Al Festival di Toronto il dramma famigliare con Elle Fanning desiderosa di essere maschio.

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Vi avevamo parlato di cineonda trans, è diventata un cavallone. Al Lido di Venezia è stato ben accolto l’atteso biopic The Danish Girl di Tom Hooper, con qualche riserva dovuta all’eccesso di ricercatezza formale e a un tono politically correct che avrebbe potuto osare di più (“ci sarebbe piaciuto un approccio più avventuroso a questa storia emozionante” sostiene David Rooney su The Hollywood Reporter). Ma è stata particolarmente apprezzata l’interpretazione di Eddie Redmayne nei panni della prima trans operata, il pittore/pittrice danese Einar Wegener/Lili Elbe, nuovamente alle prese con una profonda trasformazione fisica dopo l’Oscar per La teoria del tutto: “Ho voluto incontrare uomini e donne della comunità transessuale di diverse generazioni – ha dichiarato l’attore inglese -, alcune più anziane, vicine a un’epoca, come quella di Lili, in cui tutto era pioneristico“.

Nel frattempo, in USA, sta per arrivare nelle sale, il 18 settembre, con anticipazione di prammatica al Festival di Toronto, un dramma famigliare che si preannuncia con tutte le carte in regola per arrivare in zona Oscar, come già del resto The Danish Girl: si tratta di About Ray della regista inglese Gaby Dellal (On a Clear Day) e vanta un cast all star da red carpet hollywoodiano. Scorrendo la lista degli interpreti troviamo infatti, oltre alla protagonista diciassettenne Elle Fanning, una delle più quotate giovani attrici americane (ve la ricordate undicenne in Somewhere?), anche le superdive Naomi Watts e Susan Sarandon.

La storia raccontata ha un forte potenziale emotivo e potrebbe far presa su un pubblico quanto mai vario perché, sì, racconta di un percorso di transizione, in questo caso da femmina a maschio, ma dal punto di vista dei componenti di tre generazioni di una famiglia borghese di New York: Ray (Elle Fanning) è un’adolescente torturata perché non vuole vivere in un corpo femminile e ha deciso d’intraprendere il lungo viaggio verso un’identità de facto maschile. La mamma single Maggie (Naomi Watts), profondamente turbata, deve inoltre ottenere il consenso scritto del padre biologico (Tate Donovan) affinché Ray possa iniziare la transizione. Nel contempo la nonna omosessuale Dolly (Susan Sarandon) non accetta che la nipote voglia diventare un maschio: “Ma non può essere semplicemente lesbica???“.

In rete è già esploso un acceso dibattito, fomentato dalla comunità lgbt americana, che ha criticato la produzione per non aver scelto un’attrice realmente trans ma una cisgender (stessa accusa rivolta, del resto, al regista di The Danish Girl). “Non discriminerei mai un bambino o un attore trans che si presenta al provino – ha ribattuto la Dellal – ma a tutt’oggi e in quest’epoca, al cinema, dove è quasi impossibile ottenere i finanziamenti, sfortunatamente dobbiamo avere gente che assicuri una certa quantità di soldi“.

Ma a irritare maggiormente è stata un’altra dichiarazione della regista che confonde un po’ la questione d’identità di genere della sua Ray: “Il ruolo è femminile e lei è una ragazza che si presenta in un modo inusuale come un ragazzo. Non cerca di avere una voce più profonda. È solo una ragazza che è se stessa e sta valutando la possibilità di iniziare un trattamento ormonale. Quindi utilizzare un ragazzo trans non è stata un’opzione poiché non è questa la mia storia“.

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About Ray non ha ancora una distribuzione italiana ma speriamo che dopo il passaggio a Toronto venga opzionato da qualche casa avveduta, come Lucky Red o Good Films.

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