ADORABILE COCCO DI TRANS

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In Francia ha sbancato i botteghini, in Italia arriverà l'anno prossimo. E' "Chouchou", commedia "en travesti" sulla scia del Vizietto. Meno riuscita, ma con una storia intrigante.

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Che i francesi avessero un debole per le commedie ‘en travesti’ è ben noto (si pensi al capostipite ‘La cage aux folles‘, ossia ‘Il vizietto‘, fino ad arrivare al recente ‘Pédale douce‘, alias ‘Di giorno e di notte‘) ma immaginare che un esemplare anche un po’ ingenuo e sempliciotto del genere arrivasse al secondo posto del box office con 4 milioni di euro (dietro a ‘X-Men 2‘, tanto per intenderci) è tutta un’altra cosa.

E’ il caso di ‘Chouchou‘, drag film di Merzak Allouache, grande sorpresa della stagione cinematografica francese (in realtà un traino fortunato della primavera, essendo uscito il 19 marzo ma continuando ancora ad incassare) che ha entusiasmato non poco i nostri cugini transalpini, a volte di bocca molto più buona di quanto vogliano mai candidamente ammettere (ne è la prova il trivialissimo ‘Les Côtelettes‘ contestato a Cannes).

L’adorabile ‘cocco’ del titolo è un giovane scapestrato che si finge un immigrato cileno per trovare ospitalità in un centro per extracomunitari ma finisce presso un parroco a dividere il desco con un sagrestano ex-tossico turbato da improvvise visioni della Vergine Maria.

Ma Chouchou ha un debole irrefrenabile per il travestimento e quando incontra per la strada un suo amico trans torna a esibirsi nel locale drag ‘L’Apocalypse’ con le sue storiche colleghe e il ritrovato nipotino, diventato nel frattempo ‘Vanessa’. Il parroco gli trova però un lavoro come assistente di una psicanalista freudiana che lo aiuta a non celare il suo ‘côtè frou-frou’ permettendogli addirittura di recarsi sul posto di lavoro vestito da donna. Sventata la minaccia di un paziente disturbato che lo minaccia seriamente, Chouchou si innamora di un cinquantenne baffuto (Alain Chabat, già protagonista de ‘Di giorno e di notte’) che lo presenta ai genitori ultratolleranti in vista di un improbabile matrimonio.

Il protagonista è Gad Elmaleh, un francoalgerino che in Francia è una mezza celebrità e, vestito da donna, assomiglia in maniera folgorante a Rossy De Palma, l’attrice dal profilo cubista di Pedro Almodóvar. Il personaggio di Chouchou nasce da uno sketch richiestissimo dal pubblico del suo ‘one-man show’ dal titolo ‘La vita normale’ e gli è stato ispirato da un travestito parruccato che lavora in Place Clichy a Pigalle, con un forte accento maghrebino effemminato e in piena depressione.

Commedia elementare e naif, poco strutturata e superficiale, difficilmente replicherà il successo da noi (dove probabilmente arriverà l’anno prossimo) visto che questo genere da ‘boîte’ non ha mai attecchito veramente. Ma non è detto che ai consueti cocchi di mamma qualcuno non preferisca questo bizzarro e coloratissimo ‘cocco di trans’.

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