Anna e Mara, un amore da difendere

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Esce 'Riparo', intenso dramma sentimentale di Marco Simon Puccioni che affronta senza retorica argomenti importanti: l'accettazione gay sul posto di lavoro, le differenze di classe, l'immigrazione.

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L’avevamo visto e apprezzato al Togay dell’anno scorso e finalmente, dopo nove mesi, ‘Riparo’ di Marco Simon Puccioni esce nelle sale grazie a una piccola casa di distribuzione, la Movimento Film, al suo esordio nella diffusione di lungometraggi. Nel frattempo, è bene precisarlo, questo intenso dramma sentimentale non è rimasto chiuso in un cantuccio ma è stato presentato a più di 50 festival internazionali – è stato tra l’altro molto applaudito alla Berlinale 2007 – aggiudicandosi il Grand Prix all’ultimo festival di cinema italiano di Annecy.

Pellicola insolita nel panorama italiano, questo ‘Riparo’, anche perché capace di affrontare argomenti seri e importanti con una scioltezza narrativa per nulla scontata, senza retorica e un punto di vista mai invadente né giudicante: la vicenda è ambientata nell’industrioso e un po’ asettico Nord-Est, dove la vita more uxorio di Anna e Mara è messa in crisi dall’accettazione nel nucleo domestico di un giovane immigrato, Anis, intrufolatosi nel bagagliaio della loro automobile al ritorno da un viaggio in Tunisia. L’inquieta Mara, infatti, non vede di buon occhio la presenza di Anis che va ad acuire problemi preesistenti nella vita della coppia: Anna desidera avere un bambino mentre sua madre mal accetta la relazione con Mara che fa l’operaia nella fabbrica di scarpe di famiglia e ha il papà in fin di vita. Le difficoltà di accettazione sociale di un nucleo famigliare così insolito, di integrazione in un contesto lavorativo rigido e inflessibile, la diffidenza dei confronti di tutto ciò che è straniero sono raccontate con sottigliezze psicologiche davvero ammirevoli.

Un altro punto di forza del film è indubbiamente il cast eterogeneo costituito da azzeccati nomi non italiani nei ruoli principali, capaci di infondere un ulteriore tocco di ‘esotica diversità’ al film: nel calibrato ruolo di Anna, l’ottima attrice portoghese Maria De Medeiros, sempre più felicemente in fase di ricerca all’interno del cinema d’autore, da Guy Maddin a Teresa Villaverde; la scoperta slovacca Antonia Liskova, attrice soprattutto televisiva, sottilmente abile nel suggerire i giusti sottotoni alla sua sofferente Mara; l’incisivo esordiente Mounir Ouadi, ragazzo marocchino la cui scelta è stata lunga e laboriosa: "Inizialmente Anis era albanese" spiega il regista. "Poi, nel corso delle riscritture del film, è diventato maghrebino. Dopo aver visto che i ragazzi stranieri presenti in Italia erano già troppo integrati per essere credibili e quelli appena arrivati erano di difficile se non impossibile accesso, la ricerca si è spostata in Francia e in Tunisia. In entrambi i Paesi ho trovato ragazzi di talento che avrebbero potuto intepretare Anis ma tutti avrebbero dato un’interpretazione intellettuale del personaggio. Mounir Ouadi è un ragazzo marocchino il cui percorso di vita ha molte assonanze con quello di Anis […] Mounir ha una istintiva comprensione della voglia di Anis di conquistarsi il rispetto sociale e interpreta i suoi gesti e le sue parole con una verità documentaria".

Oggi ‘Riparo’ esce in 10 città: Roma, Milano, Torino, Udine, Genova, Firenze, Catania, Palermo, Cagliari e Latina a cui se ne aggiungeranno altre sei dal 25 gennaio, ossia Alessandria, Mantova, Napoli, Gorizia, Bologna e Trieste. Ve lo consigliamo caldamente, e visto che non si tratta di una grande distribuzione sopravviverà essenzialmente di passaparola:  facciamogli quindi trovare un porto sicuro che gli possa garantire la lunga vita che merita.

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