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Un pianista di fama monidale si innamora del bel ragazzo che gli fa da voltapagine. Ma la paura ha la meglio. E' "Food of Love", film di Ventura...

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MILANO – Presentato al Festival di Berlino 2002 e passato anche al festival del Cinema Gay di Milano di quest’anno, arriva finalmente nelle sale “Food of Love“, il nuovo film di Venura Pons, autore di pellicole come “Amico/Amante”. A parte il merito del film, che racconta una storia giocata sul rapporto omoerotico tra un giovane studente e un famoso musicista di una certa età, l’evento va anche sottolineato perché finalmente in Italia si sta avviando una efficace distribuzione anche per i film gay, che dopo l’apparizione in festival e rassegne, possono così essere sottoposti alla prova del fuoco della sala cinematografica.

Ma torniamo al nostro “Food of Love“, tratto dal bel romanzo di David Leavitt “Il Voltapagine” e girato tra San Francisco e Barcellona: la storia è quella di Paul (Kevin Bishop, L’Albergo Spagnolo), uno studente di musica, bello e pieno di talento, che viene assunto per fare da voltapagine durante un concerto a San Francisco di Kennington (Paul Rhys, La vera storia di Jack lo Squartatore), pianista di fama mondiale. Paul non solo è diligente ma anche molto affascinante, fatto questo che né Kennington né il suo agente Mansourian, entrambi all’apice della loro carriera, dimenticano di notare.

Kennington rincontra Paul a Barcellona, dove il ragazzo è in vacanza con la madre, Pamela, che a sua volta sta cercando di riprendersi dopo l’abbandono del marito. Paul e Kennington si innamorano e questo comporta non pochi problemi a entrambi. Kennington, per paura di impegnarsi, scappa e torna a casa, Pamela nel frattempo riacquista fiducia in se stessa… E Paul non è più un bambino. Di ritorno negli Stati Uniti, Paul si rende conto che la sua carriera musicale non è destinata a procedere come aveva sperato: il suo talento non è sufficiente. Paul e Pamela, attraverso le loro esperienze di vita, riusciranno a costruire un rapporto più profondo.

Food of Love racconta la storia di questi due personaggi discreti e del loro risveglio alla dura realtà della vita attraverso immagini che si impreziosiscono per la bellezza di Kevin Bishop, e per la bravura che emerge dalla performance di Paul Rhys: cinico, disinteressato, a volte passionale, spesso crudele, e sorprendentemente comico. Il tutto raccontato dal tocco di Ventura Pons, qui in veste oltre che di regista anche di sceneggiatore e produttore. Regista di teatro sin dall’età di 21 anni, Pons esordisce al cinema nel 1978 con il lungometraggio Ocaña, retrat intermitent. Ad esso seguono 14 altri lungometraggi, dodici dei quali prodotti dalla sua compagnia Els Films de la Ramala, fondata nel 1985, e non pochi di essi vicini alle tematiche omosessuali. Segno che possiamo parlare di un nuovo regista simbolo della cultura gay catalana che potrà prendere il posto di Almodovar…?

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