Avatar conquista i Golden Globes, delusione per A single man

Trionfa “Avatar”, miglior film e miglior regia, resta a secco il dramma gay di Tom Ford. Jeff Bridges cantante country alcolizzato batte Colin Firth. Tra le serie tv prevale “Glee” da giovedì su Fox.

“Avatar” domina al botteghino, con il massimo incasso italiano in un solo weekend, ben 9 milioni e 651mila euro, ma anche ai 67esimi Golden Globes assegnati ieri sera al Beverly Hilton hotel di Los Angeles, dove il tecno-kolossal di Cameron si è aggiudicato la statuetta come miglior film drammatico e miglior regia (il Re del Mondo Virtuale ha anche battuto la sua ex moglie Kathryn Bigelow, in corsa per “The Hurt Locker”).

Resta a bocca asciutta “A Single Man” di Tom Ford che però parte bene nelle sale italiane col secondo posto come media per schermo nonostante poche copie, solo cinquanta. Il tormentato professore gay interpretato da Colin Firth cede il passo a Jeff Bridges e al suo cantante country alcolizzato in “Crazy Heart” di Scott Cooper mentre Julianne Moore viene superata dall’attrice di colore oversize Mo’nique per l’intenso dramma “Precious”. Anche nella categoria migliore colonna sonora, a spuntarla è un altro film: in questo caso il gioiello Pixar “Up” che ha visto premiare il compositore Michael Giacchino ed è stato scelto come miglior film d’animazione.

L’appassionato bacio saffico tra Meryl Streep e Sandra Bullock ai Critics’ Choice Movie Award di qualche giorno fa è stato ben augurale: entrambe sono state premiate ai Golden Globes, la prima per la gustosa interpretazione nella commedia "Julie & Julia" e la seconda nel dramma “The Blind Side” ispirato alla biografia del giocatore di football americano Michael Oher.

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L’apprezzata commedia di Jason Reitman “Up in the air” (in Italia si intitolerà “Tra le nuvole”), partita favorita con sei candidature, si deve accontentare di quella per la migliore sceneggiatura. È stata surclassata nella categoria miglior commedia o musical dal goliardico “Una notte da leoni”. Sorprende la vittoria di Robert Downey Jr. per “Sherlock Holmes” mentre non poteva non andare a Christoph Waltz  il riconoscimento per il suo gerarca nazista cacciatore di ebrei nel tarantiniano “Inglourious Basterds”.

Tra le serie tv non drammatiche ha prevalso la briosa e piuttosto queer “Glee” su una scuola collegiale di canto e ballo, scritta e prodotta dal gay dichiarato Ryan Murphy, che tornerà da giovedì 21 gennaio in prima serata su Fox dopo la presentazione della puntata pilota trasmessa il giorno di Natale.

Aspettative deluse per l’italiano “Baaria” di Tornatore, sconfitto dal grande favorito già Palma d’Oro, il rigoroso dramma tedesco “Il nastro bianco” di Michael Haneke.

In una cerimonia che ha cercato di ridimensionare il glamour per la tragedia di Haiti (molte star hanno indossato uno spilla con i colori giallo, blu e rosso della bandiera del Paese caraibico), si è anche vista una Cher tiratissima – in tutti i sensi –insieme a Christina Aguilera con un inedito caschetto biondo in veste di presentatrici delle nominations per la miglior canzone originale.

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Ora non resta che aspettare le nominations agli Oscar il 2 febbraio ma per “A Single Man” la strada adesso è tutta in salita.