Bacio gay nel film marocchino, c’è chi urla e lascia la sala

Sconcerto davanti a una scena d’amore omosessuale durante la proiezione del dramma ‘The Man Who Sold The World’ dei fratelli Noury al festival di Marrakesh. Insulti e urla, alcuni lasciano la sala.

Commenti infastiditi, insulti ad alta voce, urla rivolte allo schermo. C’è persino chi abbandona la sala. Ha creato sconcerto la scena di un bacio gay tra i due protagonisti di un film marocchino in concorso al nono Festival di Marrakesh, ‘The Man Who Sold The World’ (‘L’uomo che vendette il mondo’), opera seconda dei fratelli emergenti Imad e Swel Noury. Tratto da un racconto poco noto della produzione giovanile di Fëdor Dostojevskij dal titolo ‘Un cuore debole’ sul caso psichiatrico di un uomo che impazzisce per una improvvisa estasi di gioia, è ambientato in una fantomatica città sconvolta da una guerra senza fine e si incentra sul rapporto tra due giovani colleghi, X e Nay, che per lavoro trascrivono documenti in un Ministero. La loro amicizia diventa sempre più intensa finché uno dei due si innamora ricambiato di una ragazza, Mimi, scatenando la gelosia dell’altro.

Raramente il cinema africano ha affrontato il tema dell’omosessualità e solitamente in maniera piuttosto cauta (vedi il cinema di Yousry Nasrallah o più recentemente Yacoubian Building di Marwan Hamed), quindi la reazione del pubblico – anche se si tratta di un festival internazionale – è dovuta soprattutto al fatto che si tratta di un tabù ancora persistente nella società del continente nero.

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In competizione era presente anche l’italiano Io sono l’amore di Luca Guadagnino già visto al Lido dove la neostella italiana Alba Rohrwacher interpreta il piccolo ruolo di una ragazza lesbica figlia di una ricca famiglia imprenditoriale milanese e il cui amore è ben accetto dalla mamma di origina russa (il premio Oscar Tilda Swinton). Per la chiusura è stato scelto un altro film italiano, il solido thriller La doppia ora di Giuseppe Capotondi.

Il primo premio del festival, la Stella d’Oro, è andato al film messicano Northless di Rigoberto Perezcano sul dramma di un uomo che cerca di attraversare illegalmente la frontiera tra Messico e Stati Uniti. In giuria, oltre all’almodovariana Marisa Paredes e al francese Christophe Honoré, regista del bisex ‘Les chansons d’amour’, c’era anche l’attrice piacentina Isabella Ferrari.