Berlinale 69, Breve storia del pianeta verde vince il Teddy Award

Orso d’Oro all’israeliano Synonymes di Navad Lapid. Grand Prix a François Ozon e migliore sceneggiatura per La paranza dei bambini.

È tempo di premi alla 69a Berlinale che si è conclusa ieri. È una coproduzione europeo-sudamericana ad aggiudicarsi il 33° Teddy Award per il miglior lungometraggio con Breve historia del planeta verde (Breve storia del pianeta verde) di Santiago Loza, un film di genere fantastico in cui tre amici capeggiati dalla trans Tania devono riportare un alieno bambino color porpora dove era inizialmente apparso sulla Terra. Miglior documentario Lemebel di Joanna Reposi Garibaldi e miglior cortometraggio Entropia di Flora Anna Buda. Il Teddy Jury Award è andato al cinese A dog barking at the moon (Un cane che abbaia alla luna) di Xiang Zi e uno Special Teddy è stato infine assegnato al regista e sceneggiatore Falk Richter.

Nella corsa ufficiale le previsioni lo davano come favorito, eppure non ce l’ha fatta François Ozon ad agguantare l’Orso d’Orso per il suo acclamato Grâce à Dieu e si è dovuto accontentare del Grand Prix. Il premio massimo va infatti all’israeliano Synonymes di Navad Lapid su un uomo che cerca di cancellare le proprie radici con una nuova vita in Francia.

Non so se il cinema può davvero cambiare il mondo – ha dichiarato Ozon ricevendo il Grand Prix – ma sicuramente può aiutarci a capirlo. Ringrazio la giuria e dedico il premio ai protagonisti delle storie vere che racconto nel film”.

La tempestica con l’attualità è notevole visto che proprio ieri Papa Bergoglio ha deciso di ‘spretare’ Theodore McCarrick, l’ex arcivescovo di Washington colpevole di abusi.

L’Italia può ritenersi soddisfatta per il premio alla migliore sceneggiatura de La paranza dei bambini (uscirà col titolo internazionale Piranhas) vinto dal regista Claudio Giovannesi insieme a Maurizio Braucci e all’autore del libro da cui è tratto, Roberto Saviano: “Dedico il premio alle organizzazioni non governative – ha dichiarato sul palco Savianoche salvano vite nel Mediterraneo e ai maestri di strada che salvano vite nei quartieri popolari. Oggi, nel nostro Paese, è molto complicato raccontare la verità”.