Beth Ditto, contro ogni convenzione: la musicista diventa attrice per Gus Van Sant

di

La frontman dei Gossip esordisce al cinema in Don’t Worry del grande regista di Portland, al cinema dal 29 agosto grazie ad Adler Entertainment.

CONDIVIDI
67 Condivisioni Facebook 67 Twitter Google WhatsApp
2337 0

Il suo nome anagrafico non dice gran ché: Mary Beth Patterson. Eppure dici Beth Ditto ed è subito lei, frontman larger than life dei Gossip, esplosione di solarità e anticonformismo. Ultimamente parecchio è cambiato nella sua vita movimentata, dalla rottura con la moglie Kristin Ogata, sposata in un celebre matrimonio all white alle Hawaii nel 2013 con Jean-Paul Gaultier come testimone, alla nuova storia d’amore col bassista transgender Teddy Kwo. Nel frattempo ha anche realizzato, l’anno scorso, il suo primo album solista Fake Sugar da cui è stato tratto l’adrenalinico single Fire.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Anche professionalmente, Beth Ditto tenta nuove strade: la vedremo al cinema nel suo primo ruolo importante in Don’t Worry di Gus Van Sant, atteso biopic sul vignettista disabile John Callahan nelle sale italiane dal 29 agosto per Adler Entertainment.

Beth interpreta Reba, un membro del gruppo di sostegno degli Alcolisti Anonimi del protagonista, donna schietta ed esuberante che dice senza mezzi termini a John di non essere l’unico ad avere dei problemi.

Beth mi è stata suggerita dalla mia responsabile del casting Francine Maisler”, dice Van Sant. “La conoscevo per via dei Gossip, che sono una band di Portland, ma non l’avevo mai incontrata. È arrivata ai provini e ci ha lasciati senza fiato. È stata talmente divertente che non potevo non offrirle la parte”. Ditto è rimasta sorpresa quando, mentre era alle Hawaii per far visita ai suoi suoceri, ha ricevuto un’email in cui le chiedevano di presentarsi alle audizioni per la parte. “Sono corsa ai provini senza sapere le mie battute – ammette -. Ero davvero emozionata d’incontrare Gus Van Sant. È una persona speciale, per moltissime ragioni. Sono fortunata che questo sia il mio primo vero ruolo cinematografico. Chissà, magari sarà anche l’ultimo, ma va bene così!”

Ditto descrive Reba come “una persona molto grande fisicamente, con una personalità altrettanto grande”, e aggiunge: “Lei ha molto amore da dare e le sono capitate molte cose brutte, sembra quasi che la vita le stia remando contro”.  Originaria dell’Arkansas, Ditto dice di aver preso ispirazione da alcune sue amiche e familiari. “Conosco moltissime donne del Sud che sono molto forti e Reba me le ricordava tantissimo. Una mia zia morì molto giovane e non ebbe mai modo di sviluppare il suo potenziale. Era incredibilmente intelligente e bella e la vita l’ha consumata. Quindi per me non è stato difficile immedesimarmi nel personaggio di Reba. Nel film indosso dei vestiti che ho portato da casa e ho la mia solita pettinatura. Nella mia mente è stato un modo di accendere i riflettori su tutte le donne che fanno parte del mio passato”.  Stare sul set di un film importante come questo era un’esperienza poco familiare per lei, e Ditto racconta che la sfida più grande per lei è stata riuscire a mantenere la faccia seria nelle scene in cui recita insieme a Jonah Hill, soprattutto quando l’attore, nel ruolo gay di Donnie, era in vena di improvvisare.

È talmente divertente e intelligente che a volte è davvero difficile non ridere. C’è uno scambio di battute tra Jonah e Tony Greenland, che interpreta Tim (il badante di John Callahan, n.d.r.), in cui lui gli dice: ‘Non mangiare quei cazzo di biscotti, sono per tutto il gruppo!’. Avreste dovuto esserci, è stato talmente divertente che sarebbe stato impossibile non ridere. Per me questa è stata decisamente la cosa peggiore. È come quando stavo a scuola e qualcuno mi diceva: ‘Devi fare silenzio!’. E più continuano a dirtelo, più è difficile riuscirci”.  Hill, che è in tutte le scene in cui appare anche Ditto, dice di essere rimasto molto sbalordito dalla performance di questa attrice esordiente: “Beth Ditto è stata davvero incredibile”.

Ditto si trasferì a Portland quando aveva vent’anni, perciò conosceva le vignette di Callahan. Ce ne sono due in particolare che le sono sempre rimaste impresse. In una si vede un’impiegata dietro ad un bancone che guarda in malo modo un cliente e dice: ‘Questa è una libreria femminista, non abbiamo una sezione di libri di umorismo!’. “Ho sempre pensato che quella vignetta fosse divertente perché sono una femminista però, allo stesso tempo, adoro la battuta. Questa è una delle ragioni per cui mi piaceva far parte di questo film, perché mostrava questo artista con tutte le sue sfaccettature. Lui era un eroe per molte persone ma era anche molto odiato; è buffo come questo possa essere possibile. Mi chiedo di cosa avrei potuto parlare con Callahan se avessi avuto l’occasione di sedermi a chiacchierare con lui. Avrei fatto come una di quelle lesbiche arrabbiate di cui lui parla!”.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...