Al via il quinto ‘BIGff’, il Bari International Gender Film Festival

Dal 21 al 28 settembre film, dibattiti, coreografie e arte varia. Da non perdere il focus dedicato all’Africa.

È uno dei più importanti festival queer del Sud Italia, e l’edizione 2019, la quinta, si preannuncia ricca di proposte interessanti: stiamo parlando del Bari International Gender Film Festival diretto da Tita Tummillo e Miki Gorizia che si svolgerà nel capoluogo pugliese dal 21 al 28 settembre. Una trentina di proiezioni tra i migliori titoli lgbt internazionali riuniti dal tema della BIG Community, un inno alla grande biodiversità presente in qualsiasi ecosistema, legato all’uomo e alla natura in tutti i suoi aspetti. L’idea di fondo è che siamo tutti partecipi di una grande «comunità», in cui il rispetto dei valori e del vivere civile si accompagna alla libertà di esistere, diventare, amare e manifestarsi. Raccontando e celebrando la profondità e l’unicità della propria natura. Il sogno e l’obiettivo culturale che il BIG persegue è che ciascuno possa farlo in uno spazio sociale accogliente, dove non hanno cittadinanza il sospetto, il pregiudizio e l’odio.

S’inaugura sabato sera alle 20.30 presso l’AncheCinema di Bari col documentario brasiliano Bixa Travesty di Kiko Goifman e Claudia Priscilla sulla cantante transgender Linn da Quebrada, artista funk che riflette sul genere con una presenza scenica straordinaria.

La cerimonia di apertura avrà come ospite di prestigio Gianmarco Negri, il primo sindaco transgender d’Italia del Comune di Tromello (Pavia). Un’occasione di incontro e accoglienza, al quale prenderà parte anche il Comune di Bari, insieme alle associazioni partner del BIG e al tavolo LGBTQI dell’Amministrazione Comunale. Ci sarà anche l’esibizione del coro lgbt dei RicchiToni.

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Particolarmente interessante si presenta il Focus Africa, realizzato in collaborazione col Festival Mix di Milano e il sostegno della Fondazione Pasquale Battista. Domenica 22 alle 22.30 si parte con l’intenso dramma kenyota Rafiki di Wanuri Kahiu, bannato in patria e primo film kenyota a essere selezionato al Festival di Cannes, nella sezione Un certain regard. La regista è attualmente rifugiata in Francia. È la storia di due ragazze, Kena e Ziki, e del loro tenero avvicinamento, osteggiato da entrambe le famiglie in uno stato dove le relazioni omosessuali sono vietate per legge. Tra i film presentati anche The Wound di John Trengove, semifinalista all’Oscar e vincitore del Lovers di Torino.

Il BIG è anche inserito da anni in un coordinamento di festival internazionali, a testimonianza dei continui scambi e collaborazioni con le maggiori realtà festivaliere italiane ed europee: ne saranno un esempio Greek Guerrilla, una preziosa raccolta di cortometraggi greci in collaborazione con Outview – Film Festival di Atene. Giovedì 26, alle 22,30, saranno proiettati e presentati cinque cortometraggi, con i relativi registi ospiti in sala. Lo stesso avverrà volgendo lo sguardo al fervido e sempre attivo cinema danese, con Danish Delight, raccolta di corti danesi in collaborazione con il Festival MIX di Copenaghen e Ambasciata di Danimarca in Italia: dalle 20 in poi di venerdì 27 settembre, spazio a quattro corti e al film Happy Ending di Hella Joof.

Da non perdere, inoltre, il ciclo di conferenze ‘Dialoghi’ sul BIG presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bari, arrivato alla sua quarta edizione. Sabato 28 settembre alle 11 all’AncheCinema si terrà un importante convegno organizzato in collaborazione e con il sostegno di Gruppo Phoenix e Consorzio Promosud. Il titolo è «Amori non conformi: approfondimento su sessualità e disabilità», un tema scottante legato al diritto alla sessualità e all’affettività delle persone diversamente abili.

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Tra gli ospiti presenti al BIG, la regista Adele Tulli, figlia di Serena Dandini, che incontrerà il pubblico lunedì 23 settembre alle 20 prima della proiezione del suo pluripremiato documentario Normal, in cui racconta con uno sguardo privo di giudizio come l’appartenenza di genere definisca il nostro essere, affrontando temi come la sessualità, la famiglia e l’istituto matrimoniale.

La location privilegiata per gli spettacoli coreografici sarà il Fortino Sant’Antonio (‘1’ di Siro Guglielmi e ‘Bob’ di Matteo Marchesi).

Si chiude sabato 28 settembre con uno degli appuntamenti clou: alle 21 presso lo spazio Murat l’attrice Chiara Bersani (Premio Ubu 2018) porterà in scena Gentle Unicorn, spettacolo di grande suggestione presentato così dalla protagonista: “Io, Chiara Bersani, alta 98 cm – spiega la performer nel presentare la pièce – mi autoproclamo carne, muscoli e ossa dell’Unicorno. Non conoscendo il suo cuore proverò a dargli il mio, il respiro, miei gli occhi. Di lui raccoglierò l’immagine, ne farò un costume destinato a diventare prima armatura, poi pelle”. Seguirà la performance del danzatore e coreografo Daniele Ninarello dal titolo Testing Club Unisono. Si ispira alle dinamiche queer fondandosi sulla volontà di abbattere l’idea di confine e promuovendo una continua condivisione.