‘BLADES OF GLORY’, SULLE LAME IN LAMÉ

Due pattinatori rivali sono costretti a gareggiare insieme dopo un’espulsione per rissa. Il colorato personaggio di Jimmy MacElroy (Will Arnett) è ispirato all’eccentrico Johnny Weir detto ‘La diva’.

Il modello è palese ma non dichiarato: lo skater pavoneggiante Jimmy MacElroy di Blades of Glory, commedia ridanciana americana diretta da Josh Gordon e Will Speck in uscita nelle sale italiane venerdì 27 luglio, sembra la fotocopia di Johnny Weir, estroso pattinatore di figura pennsylvano detto ‘La diva’, tre volte campione nazionale, a cui avevamo dedicato un articolo durante le Olimpiadi  invernali di Torino (potete recuperarlo qui).

I riferimenti sono talmente espliciti che il diretto interessato, interrogato sull’argomento, non ha potuto esimersi dall’ammetterlo: «Sì, è molto simile a me». Nel film, Jimmy MacElroy (Jon Heder) è uno skater olimpico con folti capelli biondi, vistosamente femmineo e specializzato in coreografiche scenografie con luminescenti tutine paillettate in lycra.

Il suo rivale di sempre è il rozzo e macho Chazz Michael Michaels (Will Ferrell) col quale si azzuffa durante una premiazione in cui i due devono dividere il podio. A seguito di questo episodio, Jimmy e Chazz vengono espulsi dalle competizioni maschili singole e privati delle medaglie d’oro conquistate fino ad allora. Costretti a ricominciare da zero la loro carriera, vengono presi in considerazione solo da un anziano allenatore che li obbliga però a rilanciarsi come coppia nonostante le divergenze caratteriali.

Pare che in Blades of Glory i riferimenti sessuali siano molto ammorbiditi ma è indubbio che l’omofobia di Chazz – la comicità goliardica di Ferrell aiuta – e l’evidente queerness camp di Jimmy diano luogo alle situazioni più esilaranti, come il numero sul ghiaccio in cui, tra acrobatici toeloops e doppi axels, Chazz è costretto a sostenere con evidente sdegno le parti intime di Jimmy o esibirsi in bizzarre evoluzioni quali un vero e proprio ‘sessantanove’ verticale e una scivolata sul ghiaccio che termina nella posizione a gambe incrociate che ha dato il nome al gruppo neopop degli ‘Scissor Sisters’ (arti inferiori divaricati a forbice con sessi in congiunzione). 

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Negli States ‘Blades of Glory’ ha avuto un grande successo di pubblico, con un incasso globale di circa 120 milioni di dollari, pur non riscontrando i favori della critica (Misha Davenport del ‘Chicago Sun-Times’ l’ha definito "tagliente quanto un vecchio paio di skates"). Quasi lo stesso destino di un’altra commedia gay, Io vi dichiaro marito e marito di Dennis Dugan che in questo weekend ha battuto Harry Potter con quasi 35 milioni ma ha fatto storcere il naso agli addetti ai lavori: Kyle Smith sul ‘New York Post’ la ritiene "un insulto non agli omosessuali ma alla commedia".

Con un caldo da altoforno come quello di questi giorni, speriamo che un film ambientato sul ghiaccio come Blades of Glory possa perlomeno garantire una gradevole sensazione di freschezza.