Bullismo a scuola: Cotroneo racconta Un Bacio, film contro l’omofobia

Un Bacio, film sul bullismo omofobico, sarà nelle sale a partire dal 31 marzo

Il 31 marzo uscirà nelle sale Un Bacio, il secondo film di Ivan Cotroneo come regista, tratto dal suo omonimo racconto di successo. Un film importante perché racconta in maniera chiara e immediata le dinamiche sociali che sono alla base del bullismo omofobico, delle discriminazioni di genere e del cyberbullismo nelle scuole. I tre protagonisti di questo film, giovani e bravi, ci condurranno all’interno della loro quotidianità apparentemente ordinaria e ci riveleranno paure, sogni, desideri e violenze di una generazione che deve finalmente reagire all’odio e al pregiudizio. E riscoprire il valore dell’amicizia, della solidarietà e delle differenze.

Da segnalare una colonna sonora strepitosa in cui è incluso anche Hurts, nuovo singolo di Mika.

Incontriamo Ivan Cotroneo a Roma, in via Margutta, a pochi giorni dall’uscita del film.

Il 31 marzo, la Lucky Red distribuirà nelle sale italiane Un Bacio, tratto da un tuo racconto di successo. Ci presenti velocemente quest’operazione?

Nel 2010 ho pubblicato con Bompiani un racconto per me molto importante, perché trattava un argomento che mi sta a cuore, quello del bullismo omofobico. Nel corso degli anni, specialmente a seguito degli incontri con i ragazzi nelle scuole (legati alla presentazione del mio libro, o a iniziative contro il bullismo e l’omofobia a cui ho partecipato) si è fatta strada in me l’urgenza di non fermarmi, di fare ancora altro, di realizzare un film che raccontasse questi temi direttamente ai ragazzi, allargando il campo dal bullismo omofobico ad altre forme di violenza e discriminazione, poiché nel bullismo come in ogni forma di discriminazione, cambiano gli oggetti della violenza, ma le dinamiche rimangono le medesime. Nasce così il film Un bacio.

Un Bacio è una storia di discriminazioni consumate nel mondo degli adolescenti m. Perché hai sentito l’esigenza di raccontare questa storia e, soprattutto, come credi che risponderanno proprio gli adolescenti al tuo film?

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Ho sentito questa esigenza perché penso che gli adolescenti abbiano bisogno anche di storie in cui confrontarsi e riconoscersi. Credo che non si faccia abbastanza Cinema che racconti di loro, e che cerchi di parlare a loro. Io spero che i ragazzi che vedranno il film si riconoscano nella storia e nei modi in cui è raccontata. Abbiamo organizzato una serie di anteprime in sei città italiane con un pubblico di soli ragazzi e sono stato molto contento di vedere come il film facesse venir loro voglia di parlare e confrontarsi su questi temi.

La scuola è al centro di questa tua storia. Cosa ne pensi della polemica “strumentale” sulla Teoria Gender che ha allarmato tante famiglie in questi ultimi mesi?

Penso che sia una vergogna. La teoria gender non esiste, esiste invece la necessità di educare le future generazioni a uscire dagli stereotipi e a confrontarsi con le differenze.  Credo sia una vergognosa strumentalizzazione politica, in cui l’evocato e sbandierato interesse all’educazione dei bambini e dei ragazzi non è effettivamente in campo: sono solo parole di cui persone ignoranti o in mala fede si riempiono la bocca. I ragazzi e i bambini hanno invece bisogno di combattere gli stereotipi di genere che portano a una società sessista, in cui, solo per fare un esempio, sono riservati lavori diversi a maschi e femmine, e comportamenti assolutamente naturali vengono stigmatizzati. 

Cosa credi che si dovrebbe fare oggi, per rafforzare l’educazione al rispetto e all’affettivita nelle scuole?

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Oltre a campagne mirate, credo che dovremmo occuparci anche dell’immagine che rimandiamo noi ai ragazzi del mondo adulto. Non è facile dire ai ragazzi che il bullismo e le discriminazioni riguardano solo una parte della vita, un momento legato all’adolescenza, quando invece è evidente che viviamo in una società adulta omofoba e sessista, in cui valgono come insulti le stesse parole che vengono usate dai ragazzi contro i ragazzi.

Sei mai stato vittima o spettatore di un atto di bullismo omofobico?

No. Ma in questi anni ho conosciuto tanti ragazzi che sono passati attraverso esprienze dure. Ai casting aperti di Un Bacio si sono presentati molti ragazzi che volevano partecipare al progetto per il tema, perché anche se molto giovani erano stati spettatori di atti di bullismo e non erano intervenuti. E questo era un rimorso che li accompagnava.

Infine, quale consiglio daresti ad un ragazzo che vive sulla propria pelle una vicenda di discriminazione ed esclusione? Quale dovrebbe essere il ruolo degli insegnanti? Quale quello delle famiglie?

Gli direi di non avere paura e soprattutto gli direi di parlare, di confrontarsi anche con gli adulti. Di superare qualsiasi sentimento di vergogna. Non sono i ragazzi discriminati o bullizzati a doversi vergognare, ma chi li bullizza, e chi in posizioni di potere o visibilità incoraggia le discriminazioni. Chi scende in piazza con un cartello con due sagome maschili o femminili e la scritta ‘sbagliato’ deve sapere che incoraggia la discriminazione e legittima la violenza, e dovrebbe vergognarsi di questo.

Un Bacio

Regia: Ivan Cotroneo

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Con: Rimau Grillo Ritzberger – Valentina Romani – Leonardo Pazzagli – Simonetta Solder – Susy Laude – Thomas Trabacchi – Laura Mazzi – Sergio Romano

Claudio Finelli