BULLY: I SEX-TEEN A VENEZIA

di

Adolescenti tra droga e sesso al festival

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
2360 0

Adolescenti svuotati, drogati, annoiati e promiscui con tendenza all’omicidio in una Florida arricchita e indifferente: gli elementi c’erano tutti per creare lo scandalo (prontamente preannunciato), ma ‘Bully‘ di Larry Clark (regista del ben più potente ‘Kids’) ha deluso la maggior parte della critica – molti sonori disappunti alla fine della proiezione – mentre ha entusiasmato molto di più il pubblico che gli ha regalato due minuti di applausi.

Il ‘Bully’ (spaccone) del titolo è Bobby, un ragazzo manesco e complessato che tratta il suo miglior amico Marty, surfista impiegato in un fast food timido e remissivo (di cui forse è innamorato) a calci e pugni se non riga dritto: lo convince a prestare la sua voce per chat telefoniche gay, gli fa fare strip teases in locali queer per tirare su un po’ di soldi, vende video porno omo amatoriali che apparentemente detesta ma che guarda anche lui mentre è a letto con ragazze adolescenti. I suoi amici, minorenni sessuomani con macchinone sfreccianti, complottano il delitto per liberarsi di Bobby, tanto più che la bionda del gruppo è stata violentata da lui mentre la fidanzata bruna di Marty aspetta un bambino e non sopporta più le intromissioni del bullo nella vita del suo ragazzo.

L’omicidio (premeditato, crudele, lunghissimo) avviene con la complicità di un tipaccio che procura mazze da baseball, spranghe, coltelli: è vissuto con la freddezza esaltata con cui i giovani americani sono abituati a vederne in tv, ha l’intensità disturbante delle dinamiche del gruppo (incitamento reciproco, provocazioni, stordimenti), suscita qualche pentimento e molta esaltazione (la bruna Lisa racconta il giorno dopo a un’amica il tutto eccitandosi e autocomplimentandosi come in una prova di forza nella scena più bella del film).

L’omosessualità latente di Bobby è accennata solo all’inizio del film ma non approfondita; Nick Stahl (l’attore che interpreta Bully) ha confermato in conferenza stampa che la gaytudine celata del protagonista è una delle principali ragioni del suo comportamento ambiguo nei confronti di Marty (e il mensile americano ‘The Advocate’ gli ha dedicato nientemeno che la copertina). Nota di merito per pure ragioni estetiche al bellissimo Brad Renfro – era Brad Pitt da giovane in ‘Sleepers’ (molto più adolescenziale dal vivo che sul grande schermo) nella parte del soggiogato Marty che nel teaser iniziale spiazza il pubblico con una telefonata hard in cui grida ‘succhiami il cazzo, leccami le palle’ (le prime parole del film che preannunciavano molte scene realmente hot che non si sono poi viste, neanche sul cotè etero).

Il regista Larry Clark si è autodefinito "un moralista, e la gente ride, lo giuro. Ma l’America è un paese ricchissimo in cui queste cose avvengono sul serio".

Ispirato a una storia vera e tratto dal libro ‘Bully, the true story of a High School Revenge’ di Jim Schutze, non è stato ancora acquistato per una distribuzione italiana.

Adolescenti sessodipendenti anche nel film ‘Y tu mamà también’ del messicano Alfonso Cuarón (e la prima giovinezza si delinea già uno dei temi portanti di quest’edizione del Festival), road movie in salsa chili di due diciassettenni alla ricerca di una spiaggia inesistente e attratti dalla stessa donna molto più grande di loro. Molto sesso frenetico, masturbazioni en plein air e scena a tre con bacio finale tra i due maschi (e vomitata di uno dei due il mattino seguente – sic!). E’ per ora uno dei film più apprezzati del concorso ma stasera arriva il thriller gotico ‘The Others’ con la magnetica Kidman, tra psicho-incubi, una casa da paura e una strana malattia dalle parti della fotofobia. Nicole è già in laguna.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...