Cannes e Togay, il cinema queer torna giovane ma per tutti

Sulla Croisette e al Festival Gay di Torino la tendenza è “youngay”: giovani e belli.

Genere: ‘vecchi’? Già archiviato. Il cinema torna giovane, fatto da giovani e con giovani, ma per tutti. Questo sembrano dirci i programmi del Togay (30 aprile – 6 maggio) e del Festival di Cannes (14/26 maggio), orientati entrambi al mondo giovanile, ai registi emergenti, alla sensibilità femminile (soprattutto Cannes). L’ex festival gay subalpino ‘Da Sodoma a Hollywood’,diventato più asetticamente Torino Gay & Lesbian Film Festival (con sigla da bonifico bancario TGLFF29), si presenta con una locandina curiosa e spiazzante, che fa pensare più a una manifestazione sportiva che a una rassegna di cinema omosessuale: ma, si sa, i confini di genere e soprattutto di target sono sempre più opachi, così le colorate silhouettes guizzanti ci stanno. E forse è proprio il cinema gay che ci aspetta ad essere più snello, flessibile e aperto a contaminazioni di varia natura, anche per quanto riguarda il dispositivo (la televisione, l’online, le app): 129 film da 40 nazioni, con prevalenza USA (27), seguita da Francia (14), Spagna (13), Italia (11),Germania e Svizzera (8). A dominare, in proporzione, sembra però essere la Corea del Sud con sette titoli e quattro di Lee Song Hee-il, autore attento alle problematiche sociali del suo paese e del melò “Night Flight” presentato a Berlino.

Seguono omaggi minimali a Jarman, Philip Seymour Hoffman, Joel Schumachere nove minifocus: “Dalla Russia con amore” (a cui è ispirata la graziosa sigla di Max Croci sulle “Putinate” omofobe), “Bullismo, al centro del bersaglio”, “Famiglia 2.0”, “Pensare Positivo”, “Chilometro Zero” (sul cinema italiano lgbt),”Forever Young”, “Lez Drama!”, “L’altra animazione”, “Festival Rewind: ritorno al futuro” (ripescaggio di cinque titoli dal passato).

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Madrina della serata inaugurale sarà Ambra Angiolini, l’ospite Carlo Gabardini, attore teatrale e televisivo, protagonista del più bel coming out italiano degli ultimi anni (ah, quella marmellata e quella nutella postmorettiana!). Seguirà la proiezione del dramma venezuelano “Azul y no tan rosa (Blue and Not So Pink)” di Miguel Ferrari vincitore del Goya. In chiusura, la cantante torinese Levante, il cui singolo “Alfonso” ha superato il milione di visualizzazioni su YouTube, e la commedia musicale israeliana “Bananot” (Cupcakes) di Eytan Fox. Il Premio Dorian Grayandrà a Emma Dante e ci sarà la terza edizione del Queer Award destinato al film che ritrae meglio l’universo giovanile. Tra i titoli top, l’intenso TeddyAward “Der Kreis” (“Il cerchio”) di Stefan Haupt e il delicato racconto di formazione brasiliano su un ragazzo gay ipovedente “Hoje eu quero voltar sozinho (The Way He Looks) di Daniel Ribeiro.

Facendo un salto in alto ma geograficamente a sud, il programma di Cannes sembra molto ‘youngay’: in concorso spicca l’”altro” (Yves) Saint Laurent diretto da Bertrand Bonello con cast deluxe (Gaspard Ulliel sarà il protagonista, JérémieRenier incarna Pierre Bergé, Léa Seydoux è Loulou de la Falaise e Louis Garrelveste i panni di Jacques de Bascher). Il geniale discolo canadese Xavier Dolan è finalmente in competizione con “Mommy” su una madre che si prende cura di un bimbo dal passato oscuro mentre non stiamo nella pelle per l’attesissimo “MapsTo The Stars” di David Cronenberg il cui trailer fa intuire una bollente scena di sesso a tre con Julianne Moore.

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Alla Semaine de la Critique troviamo l’esordio di Sebastiano Riso “Più buio di mezzanotte” sulla vita della drag del Muccassassina Fuxia (Davide Cordova) e il

lesbico “Respire” di MélanieLaurent sulla complessa relazione d’amore e odio fra due liceali. E le donne,che donne: l’unica italiana in concorso è la talentuosa Alice Rohrwacher con l’agreste “Le meraviglie” (protagoniste la sorella Alba e Monica Bellucci sposa bagnata) mentre a presiedere la giuria ci sarà la grande Jane Campion.

Insomma, tutti giovani e belli/e,anche se Ozon, quest’anno, sta fermo un giro.